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Bomber Mattia Urban: una carriera con 238 gol. Il ricordo più bello, il derby col Gozzano del 2009

L’attaccante del Valduggia potrebbe seguire le orme del papà Giorgio, ex giocatore e mister nelle giovanili.

Bomber Mattia Urban: «Ho fatto 238 gol ma preferisco far segnare. E quando smetto vorrei fare l’allenatore».

Bomber Mattia Urban: una carriera con 238 gol

I campionati giocati sono 18. I gol segnati la bellezza di 238. Mattia Urban, a 35 anni, è il bomber valsesiano per eccellenza. E il suo piede sinistro, da cui partono tiri che sembrano telecomandati, è l’incubo dei portieri. A fine settembre ha iniziato, con addosso la maglia del Valduggia, la sua 19esima stagione consecutiva in prima squadra, bruscamente interrotta dal Covid-19.

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A Valduggia dal 2015

Durante la carriera, Urban ha giocato anche nel Borgopal, nella Dufour, nel Briga e nel Cavaglià. Al Valduggia è arrivato a metà della stagione 2015-2016 in Prima categoria, contribuendo la stagione successiva allo storico salto in Promozione.

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Il ricordo più bello: il derby col Gozzano del 2009

I ricordi più belli per il bomber, però, sono colorati soprattutto di granata: «Non posso certo dimenticare la partita in cui – racconta – abbiamo riportato il Borgosesia in serie D. Era un mercoledì sera (il 15 aprile del 2009 ndr), giocavamo contro il Gozzano e abbiamo vinto 3-1 grazie anche a un mio gol. In quella squadra c’erano oltre a me, anche il mio gemello Daniele, Piero Casella e Paolo Gallo, tutti ragazzi nati del 1985 e tutti cresciuti nel vivaio borgosesiano».

Il pallone nel dna

Il suo sinistro magico Mattia lo ha nel suo dna, ma l’ha anche migliorato grazie ai consigli di papà Giorgio, ex giocatore e allenatore: «Ma in famiglia hanno giocato a calcio anche mio nonno Oscar, che faceva il portiere, e mio zio Ivan. Quando smetterò, mi piacerebbe rimanere nel calcio e continuare la tradizione famigliare. Ho già allenato i bambini per qualche anno nel settore giovanile del Borgosesia».

Insegnante di Motoria

E con i bambini Urban lavora tutti i giorni, visto che è insegnante di scienze motorie alla scuola media: «Questo periodo di lockdown purtroppo non aiuta i più giovani, che corrono il rischio di farsi vincere dalla sedentarietà e di subire contraccolpi dal punto di vista della socialità».

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