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Borgosesia, la lingua dei segni insegnata all’Ipsia

Regole e potenzialità della comunicazione visivo-gestuale: questo il tema affrontato, nell’ambito di un concorso sulla disabilità, dai docenti della Lingua italiana dei segni (Lis) all’Ipsia “Magni” di Borgosesia.

Regole e potenzialità della comunicazione visivo-gestuale: questo il tema affrontato, nell’ambito di un concorso sulla disabilità, dai docenti della Lingua italiana dei segni (Lis) all’Ipsia “Magni” di Borgosesia.

Protagonisti gli allievi delle classi quarte dei corsi Elettrico e Meccanico che durante le lezioni con il docente madrelingua Lis Mauro Simone e l’interprete Lis Stefania Natalicchio, che da circa un anno dirige un piccolo coro utilizzando la lingua dei segni, hanno avuto modo di approcciare questo straordinario linguaggio. I due docenti hanno poi insegnato a quattro ragazzi la traduzione nella lingua dei segni di una canzone scritta, musicata e interpretata dalle stesse scolaresche.

“I ragazzi hanno dimostrato un grande interesse e un forte impegno – commenta Stefania Natalicchio –  lavorando duramente in tempi brevi e cogliendo profondi assaggi relazionali sia con il docente sordo, sia con la lingua italiana dei segni”.

Un’esperienza dunque positiva sotto molti aspetti: “La ‘buona scuola’ – concludono i referenti dell’istituto – sono anche attività e incontri come questi, che, insegnando la cultura del rispetto, promuovono la crescita individuale e sociale degli allievi”.

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