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Cinema Varallo pronto a ripartire: ma il Covid gela tutti

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Cinema Varallo costretto a tenere ancora le serrande abbassate: intanto l’industria si modifica.

Cinema Varallo, la chiusura

Anche i cinema hanno dovuto fare i conti con chiusure, brevi riaperture e nuove serrate. A Varallo, il cinema di Sottoriva è chiuso da ottobre, dopo essere riuscito a portare avanti una discreta stagione estiva dettata da ingressi contingentati e restrizioni. «Se non potremo riaprire a fine marzo, speriamo almeno per fine aprile», aveva commentato Roberto Sacchi, che da anni collabora alla gestione della sala, quando ancora si guardava con speranza allo scadere del blocco fissato per il 27 marzo. Anche qualora si potesse riaprire, però, il dilemma rimane la programmazione: «Le case di produzione sceglieranno di scommettere e di sbloccare le uscite?», si chiede Sacchi.
Con la pandemia, l’industria cinematografica è stata costretta a scegliere tra due strade, quella della sospensione dei film in uscita o quella del ricorso alle piattaforme digitali, con il risultato che molti film sono bloccati, mentre altri stanno raccogliendo il successo online.

Il cinema online

«Da parte nostra, per quanto riguarda la rassegna culturale ci piacerebbe poter riprendere l’attività proiettando i titoli rimasti fermi e procedere invece con le prime visioni per i weekend – continuano dal Sottoriva -. Mentre alcune pellicole sono uscite sulle varie piattaforme streaming nei mesi scorsi, infatti, ce ne sono diverse in stand-by, come “I Croods 2” prodotto dalla Universal, che avrebbe dovuto essere il cartone di Natale”, e il lungometraggio di Verdone, fermo da ormai quasi un anno».
Mentre i teatri e le sale sono costretti alla chiusura, il mondo dei film e delle serie tv va avanti, spingendo molti produttori ad adattarsi alle nuove piattaforme online e a uscire con i propri prodotti sul mercato dello streaming, pericolo concorrente del grande schermo. «La gente ha ancora voglia di uscire e di andare al cinema, tuttavia l’abitudine a stare a casa e a fruire delle immagini in modo diverso potrebbe creare qualche problema a lungo andare, con il rischio che le case di produzione compiano scelte irreversibili – spiega Sacchi -. Nei mesi scorsi, la Warner Bros ha deciso di rilasciare i propri film in contemporanea nelle sale e sulle piattaforme, così come ha fatto la Walt Disney creando il canale on demand Disney+. Nonostante tutto, però, credo che il fascino della sala e di quell’ambiente particolare che è il cinema non possano morire così e sono ottimista per la ripartenza».

L’apertura estiva

Le buone speranze di Sacchi non sono solo frutto di un amore nostalgico per il settore cinematografico, ma possono contare sul discreto successo riscontrato con la parentesi di apertura estiva. «Pur con una pandemia in corso, tra numeri contingentati e restrizioni, qualcuno è comunque venuto a Sottoriva e questo è un buon segno. Non abbiamo tenuto chiuso apposta, per cercare di veicolare il messaggio che il cinema non è morto, che il suo tempo non è finito e che ci siamo ancora – ribadisce -. Per l’estate abbiamo proposto una rassegna un po’ più culturale, con titoli di un certo spessore e valore come “1917”, ed è andata. Già prima della chiusura di ottobre, però, ci siamo ritrovati con un problema: niente nuovi film in uscita. Ci auguriamo che ciò non succeda ancora al momento della prossima riapertura e stiamo lavorando anche per la ripartenza del cineforum».

L’anniversario

Gestita dalla parrocchia di Varallo con l’aiuto dei giovani dell’oratorio, la sala di Sottoriva funge anche da auditorium per assemblee, feste, teatri ed eventi, ma dallo scorso mese di ottobre è completamente ferma a causa delle disposizioni anti-Covid. «È assurdo dover tenere chiuso un cinema come il nostro e come tante sale di paese: si tratta di spazi enormi, che arrivano anche a quattrocento o seicento posti a sedere e che negli ultimi anni non venivano mai riempite perché il numero degli spettatori non è più quello di una volta. Non avremmo problemi a garantire il distanziamento tra le persone, basterebbe prendere delle prenotazioni, anche online, e scaglionare entrate e uscite per poter proiettare i film in totale sicurezza, almeno in cinema come il nostro – fa presente Roberto Sacchi -. A novembre, inoltre, cadrà il cinquantesimo anno dalla fondazione dell’oratorio e della sala e ci dispiacerebbe molto se non riuscissimo a essere aperti per quella data. La prima proiezione, quella del film “Il giardino dei Finzi Contini”, risale al 1971 e stiamo pensando di organizzare qualcosa, rientrando così nel calendario delle iniziative per i cinquant’anni del Sottoriva. Mezzo secolo, per una sala cinematografica, è un traguardo non indifferente».

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