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Concorso taroccato: assolto primario di Borgosesia

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Concorso taroccato

Concorso taroccato in Valle d’Aosta: il processo aveva coinvolto anche il medico Enrico Negrone, facente parte della commissione, che è risultato invece estraneo ai fatti.

Concorso taroccato, l’assoluzione

Si è chiuso con un’assoluzione per non aver commesso il fatto il processo che aveva coinvolto anche Enrico Negrone, dirigente di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Borgosesia. Il procedimento si era avviato in Valle d’Aosta a seguito, nel 2017, dell’assunzione di quattro ginecologi. Assunzione partita da un concorso pubblico falsato, tant’è che il tribunale ha inflitto 10 mesi di carcere (pena sospesa) all’allora presidente della commissione giudicatrice, il primario del reparto di ginecologia-ostetricia del “Beauregard” Livio Leo (57 anni), riconosciuto colpevole di abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio.

I fatti

In sintesi, il test era avvenuto tramite “quiz”, anziché con domande “aperte”, presentandosi così difforme alle norme in materia (da cui l’ipotesi di abuso d’ufficio) e la prova era stata preparata con ampio anticipo sulla data dell’esame, con i quattro concorrenti a conoscenza del suo contenuto (aspetto che, per la Procura, integrava la rivelazione del segreto d’ufficio). Finirono sotto processo i quattro neo-ginecologi nonché Negrone, che faceva parte della commissione. Per tutti loro il giudice ha riconosciuto l’estraneità alle accuse.

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