Notizia Oggi Borgosesia > Attualità > Diga Sessera: che fanno i quattro Comuni contrari?
Attualità Sessera, Trivero, Mosso -

Diga Sessera: che fanno i quattro Comuni contrari?

Coggiola, Pray, Mosso e Trivero non hanno ancora aderito, sposando le tesi del Comitato "Custodiamo"

Diga Sessera, continua l’azione di pressing sui Comuni dissidenti circa il progetto affinché questi escano allo scoperto

Diga Sessera ora l’ente Baraggia si sente più forte

Continua l’azione di pressing sui Comuni dissidenti circa il progetto diga in alta Valsessera affinché questi escano allo scoperto. Lo ha fatto qualche settimana fa il presidente del Consorzio Baraggia e lo ha fatto l’esponente leghista di Trivero Fulvio Chilò. Nel suo ultimo intervento ha invitato gli amministratori a non perdere il treno delle compensazioni visto che ormai la strada sembra tracciata. Di certo ora l’ente Baraggia si sente più forte. Senza mezzi termini il presidente del Consorzio Dino Assietti aveva spiegato: «Il Consorzio Baraggia, che ha già sottoscritto un protocollo d’intesa con 10 dei 14 Comuni maggiormente interessati dai lavori, rinnova la disponibilità a incontrarsi anche con i quattro (Coggiola, Pray, Mosso e Trivero; ndr) che non hanno ancora ritenuto di aderire sposando le tesi del Comitato “Custodiamo la Valsessera”, nell’auspicio che possano essere trovati punti di interesse comuni per il comprensorio della Baraggia».

E i sindaci cosa ne pensano?

Al momento posizioni ufficiali non ce ne sono. «Dobbiamo confrontarci e usciremo a breve con una comunicazione unitaria sulla questione», è il commento del sindaco di Trivero Mario Carli. Analizza la situazione il sindaco di Coggiola Gianluca Foglia Barbisin: «Il fatto che questa opera venga riproposta ci pone davanti a delle scelte. Ciò non va confuso con il dare il via all’opera. Ci siamo opposti ma non abbiamo ottenuto i risultati sperati. Il discorso va comunque fatto anche insieme agli altri Comuni». Foglia Barbisin ribadisce comunque la sua contrarietà: «Noi siamo contrari a quest’opera perché come è stato sottolineato più volte i costi superano i benefici e l’acqua del territorio verrebbe sottratta. Finora il Ministero ha detto che l’opera è fattibile, tesi confermata dal Tribunale superiore delle acque, ma questo non vuol dire che sia opportuna per il territorio». Di fatto però il Consorzio Baraggia ha il semaforo verde dopo che il Tribunale superiore delle acque gli ha dato ragione e soprattutto dopo che non è stato presentato un ricorso dal comitato per motivi anche economici.

La questione delle compensazioni

Si apre a questo punto la questione delle compensazioni. «Le compensazioni ambientali dovrebbero prescindere dal fatto che un’amministrazione sia favorevole o contraria – sottolinea Foglia Barbisin -. Tutti vanno risarciti alla stessa maniera nel caso in cui l’opera venga fatta». Una posizione ufficiale però verrà presa soltanto dopo un incontro tra i quattro sindaci che sin da quando il progetto è stato proposto si sono sempre schierati a favore dell’associazione “Custodiamo la Valsessera” votando in consiglio comunale atti di contrarietà all’opera di ampliamento del nuovo invaso, ma anche sostenendo le iniziative del gruppo ambientalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *