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Elisoccorso Piemonte: l’anno scorso una media di 9 interventi al giorno
In tutto si contano 3269 voli: decisivo il ruolo della base di Borgosesia.
Elisoccorso Piemonte: l’anno scorso una media di 9 interventi al giorno. In tutto si contano 3269 voli: decisivo il ruolo della base di Borgosesia.
Elisoccorso Piemonte: l’anno scorso una media di 9 interventi al giorno
Un ruolo sempre più strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza: il bilancio 2025 dell’elisoccorso Piemonte restituisce l’immagine di un servizio altamente specializzato e capace di intervenire anche nei contesti più complessi. Nel corso dell’anno sono stati effettuati complessivamente 3.269 interventi, pari a circa 9 al giorno in media.
Il tutto grazie al lavoro congiunto di 68 infermieri, 60 medici anestesisti-rianimatori e dell’emergenza-urgenza, personale tecnico di elisoccorso, equipaggi aeronautici, unità cinofile da valanga e Soccorso alpino.
Il ruolo di Borgosesia
Fondamentale la copertura garantita dalle tre basi di Torino, Cuneo, Alessandria e Borgosesia, che insieme hanno totalizzato circa 2.800 ore di volo.
In particolare, la base di Borgosesia si conferma un presidio essenziale per la gestione delle emergenze nelle aree montane e pedemontane del nord del Piemonte, assicurando interventi tempestivi in territori caratterizzati da orografia complessa e tempi di percorrenza critici via terra.
Molti interventi in montagna
«Un lavoro di squadra che integra competenze sanitarie, tecniche e operative di altissimo livello», sottolinea Andrea Mina, da pochi giorni confermato direttore del Servizio regionale di elisoccorso del Piemonte e della centrale operativa 118 di Alessandria. Nel 2025 il servizio ha confermato la propria centralità, garantendo risposte rapide su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e difficilmente raggiungibili.
Un dato particolarmente significativo riguarda proprio l’attività in ambiente impervio: il 18 per cento delle missioni si è svolto in contesti montani o ostili, spesso con l’utilizzo del verricello. Situazioni che richiedono elevati livelli di addestramento e una perfetta integrazione con il Soccorso alpino insieme alle unità cinofile nei mesi invernali.
Quasi tutti codici rossi o gialli
Dal punto di vista clinico, il 43 per degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45 per cento codici gialli. Solo il 12 per cento casi meno gravi.
Le principali tipologie di patologie trattate sono state quelle traumatiche (60 per cento), seguite da emergenze cardiocircolatorie (11 per cento) e neurologiche (10 per centop), confermando l’elisoccorso come risorsa fondamentale nelle reti tempo-dipendenti.
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