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Emergenza idrica: il Piemonte ora chiede lo stato di calamità

I concessionari dei bacini idroelettrici hanno dato massima disponibilità rilasciando una quota di acqua dagli invasi per sostenere il comparto dell’agricoltura

Emergenza idrica: il Piemonte ora chiede lo stato di calamità

Emergenza idrica: il Piemonte ora chiede lo stato di calamità

L’Osservatorio dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po, che si è riunito questa mattina, ha certificato la gravità della situazione in tutto il bacino del Po ed è scattata l’allerta rossa, condizione che comporta la possibilità di vedere riconosciuto lo stato di emergenza.

Una situazione, commentano il presidente della Regione Piemonte e l’assessore all’Ambiente, che coordina il tavolo permanente per l’emergenza, che era stata purtroppo già prevista tanto che già nei giorni scorsi il Piemonte aveva inoltrato al Governo la richiesta di stato di calamità per l’agricoltura e di stato d’emergenza per le criticità legate alla rete idrica sulla cittadinanza. Ora alla luce dell’allerta rossa è più che mai urgente che da Roma arrivi il riconoscimento di questa situazione di crisi. L’imperativo è quello di salvaguardare l’agricoltura, sottolineano Presidente e Assessore.

Un tavolo di crisi

Proprio a questo scopo la settimana scorsa la Regione ha attivato un tavolo di crisi permanente che permette, da un lato di avere quali interlocutori tutti gli attori della filiera dell’acqua, ma anche di agire con i concessionari dei bacini idroelettrici.

Questi ultimi hanno dato massima disponibilità a collaborare accogliendo la richiesta della Regione di rilasciare una quota di acqua dagli invasi per sostenere il comparto dell’agricoltura per il quale i danni rischiano di essere devastanti. In queste ore il rilascio è già iniziato in alcune aree del territorio.

Presidente e Assessore sottolineano che si continua quindi a lavorare su due fronti, da una parte chiedendo allo Stato di stanziare risorse immediate per aiutare i nostri agricoltori, e dall’altra da buoni piemontesi trovando anche soluzioni interne attraverso i bacini idroelettrici.

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Un Commento

  • Vanda Fogliata ha detto:

    Come sempre in Italia si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi.
    Visto che abbiamo avuto una stagione invernale senza neve e pioggia si poteva prevedere una simile situazione.
    Ci sono gli acquedotti che sono dei colabrodo, questo in tutta Italia , e anche un notevole spreco d’acqua.
    In montagna funzionano ancora i lavatoi e le varie fontane. Magari si potevano già chiudere da tempo!

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