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Figuraccia in Valsesia: per i miei amici non c’era nemmeno un tagliere. La lettera

In val Mastallone ristoranti tutti pieni e incontri con personale scortese. La Valsesia è a scarsa vocazione turistica?

tagliere aperitivo

Dall’ex sindaco di Cravagliana una riflessione legata al turismo e alle strutture ricettive valsesiane.

“Per i miei amici nemmeno un tagliere”

Dall’ex sindaco di Cravagliana Franco Orgiazzi riceviamo e pubblichiamo.

In un territorio come la val Mastallone dove il turismo è concentrato in pochi mesi all’anno nel periodo estivo bisognerebbe sfruttare le occasioni e accogliere i turisti con disponibilità e un sorriso.

Nell’ultimo fine settimana di giugno, due miei amici novaresi hanno deciso di trascorre una giornata in val Mastallone visitando i paesi. Dopo la camminata si sono fermati per il pranzo chiedendo se c’era posto per due persone in un ristorante, ma hanno ricevuto un secco “no”. Hanno insistito chiedendo anche solo un tagliere di formaggi e salumi, nulla da fare. Essendo l’unico ristoro in quel paese, hanno dovuto spostarsi in un centro vicino.

Anche qui tutto esaurito e nessuna possibilità di avere neppure un piccolo tagliere. Alla fine scendendo si sono fermati ormai verso la bassa valle per consumare il tanto agognato pranzo. Ma quello che ha colpito negativamente i miei amici è stata la scarsa cortesia dei gestori. Non è rimasto loro che fare ritorno, trovando maggiore accoglienza.

Una riflessione mi viene spontanea: in una valle con scarsa vocazione turistica e con una stagione estiva breve da sfruttare, non sarebbe interesse dei gestori fare il possibile per cercare di accontentare il cliente e tenerselo stretto? E comunque ci vuole anche cortesia, gentilezza e un sorriso, anche se si è super indaffarati nel lavoro. L’accoglienza è tutto.

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4 Commenti

  • Margherita ha detto:

    Franco Orgiazzi, grazie. Per il coraggio che ha dimostrato nel mettere il dito nella piaga della nostra amata valle. Posso solo immaginare quanto le sia costato. Glielo dice una che ha passato settantatre anni della sua vita a Brugaro e che,senza generalizzare a tutti i costi, ha sentito sulla sua pelle l’esclusione più di una volta.

  • Massimo ha detto:

    È sempre stato così, i ristoratori Valsesiani (muntagnin) non hanno mai imparato le teorie dell’accoglienza, né tanto meno un equità nei prezzi, il dogma è ” fottiamo questi che intanto poi ne arrivano altri” e intanto noi Valsesiani, scappiamo a godere della gentilezza, del gusto, dei panorami e dei prezzi, del vicino Monferrato.

    • bruno ha detto:

      vero, è sempre stato cosi la valsesia, chi più chi meno, valle di caproni muntagnin che non sanno cosa sia accoglienza e con un bel sorriso, ( sorriso non risata , che fa la differenza )semmai ghignano e ridono x fottere, questo vuol dire professionalità scadente della professione a danno di se stesso, che quando le cose vanno male piangono sempre, e quelli buoni se ne contano sulle dita di una mano.
      che schifo.
      ecco perchè non funziona mai e la gente scappa via altrove.
      osservazione senza offesa eh, ma chiarezza !!
      meglio il mare

  • Corrado ha detto:

    Fortunatamente anche in Valsesia ci sono dei buoni ristoranti con prezzi onesti e cortesia dove io vado spesso a mangiare con la mia famiglia e poi ci sono purtroppo quelli che davvero approfittano e si improvvisano ristoratori rovinando la reputazione a tutti;purtroppo se un turista che viene x la prima volta in Valsesia capita da uno di questi resterà deluso e parlerà male in generale della nostra valle. Ma facciamo il tifo x quelli che veramente si danno da fare e che nonostante tutti i problemi continuano a dare il loro meglio per promuovere il nostro territorio. Quando vediamo un turista in cerca di un buon posto indiriziamolo verso chi merita davvero.

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