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Gattinara ricorda il maestro vetrario Alfio Peracino

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Gattinara piange il maestro Alfio Peracino. La sua arte vetraria riconosciuta nel mondo. E’ scomparso all’età di 86 anni.

Gattinara ricorda il maestro vetrario Alfio Peracino

L’arte del vetro perde un grande maestro con la scomparsa, a 86 anni di età, del gattinarese Alfio Peracino, artista e autore di numerose opere vetrarie in chiese e luoghi sacri in Italia e all’estero, oltre che in numerosissime case private. Peracino era una persona molto apprezzata in città proprio per la sua capacità di utilizzare il vetro per creare mirabili opere d’arte.

Suoi i rifacimenti delle vetrate delle chiese di Arborio, Ghislarengo e Brusnengo; il restauro totale del convento di Santa Maria delle Grazie e delle vetrate delle cappelle del Sacro Monte di Varallo e del Sacro Monte di Orta; il restauro della cappella della Madonna col Bambino di Carcoforo, delle vetrate della casa di riposo delle Rosmine, a Stresa, delle vetrate della collegiata di Santa Maria di Arona.

All’estero, lavorò al Cairo per l’hotel Holiday-Inn; in Arabia Saudita, a Riad, per il centro dirigenziale del Principe; a Lugano, per il palazzetto dei congressi; in Nigeria, a Ondo, nella hall e nel teatro della chiesa anglicana, per realizzare la vetrata col ritratto della Regina.

A Gattinara, aveva una bottega artigianale in via Pietro Micca ma da qualche anno, a causa di problemi alla schiena che gli avevano reso difficile camminare, si era ritirato a vita privata. Ciononostante, la figlia Patrizia ha ricevuto e sta ricevendo moltissimi attestati di stima, per quel padre che lei stessa definisce “un’anima selvaggia”, che l’ha però amata di un amore viscerale e totale, fino all’ultimo giorno.

Il ricordo della figlia

«Papà era, come tutti i maestri, un po’ particolare – afferma Patrizia Peracino – Per me è stato un padre speciale, un mito, un’icona. L’ho avuto poco accanto, perché il suo lavoro lo portava spesso fuori, ma sapevo sempre che c’era. Non ha mai fatto mancare niente a mia madre e a me e tra noi bastava uno sguardo per capirci al volo. Era la mia musa ispiratrice. Anche adesso tra noi non c’era bisogno di parole: ci guardavamo e ci dicevamo tutto. Ora che non poteva più lavorare, manteneva comunque la mente attiva facendo le parole crociate e non si lamentava mai di nulla».

Anni di studio a Chartres

Nato a Biella il 9 agosto 1936, dopo aver compiuto gli studi di base, Peracino frequentò per tre anni il laboratorio del maestro francese Gabriel Loire, a Chartres. In Italia si dedico in particolare all’arte sacra, lavorando per la Soprintendenza ai beni artistici e storici e per i beni ambientali e architettonici di Torino. Numerosi sono stati i premi ottenuti in Italia e all’estero, come l’ambito “Oscar di Montecarlo”, riconoscimento mondiale per le arti visive; oppure la targa di merito assegnatagli dal Museo della scienza e della tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano. Nel 1980 ricevette il terzo premio di pittura internazionale, nella sezione vetrate, nella sala degli arazzi del palazzo della Regione del capoluogo lombardo.

Parallelamente all’attività legata ai beni artistici e storici, si dedicò a una fiorente produzione di opere per privati. Dal 1997 divenne responsabile artistico della scuola d’arte vetraria “Caleidoscopio” di Roasio, sede decentrata dell’agenzia formativa “Ercole Tamburelli” dell’Amministrazione provinciale di Vercelli.I funerali si sono svolti giovedì, nella chiesa parrocchiale di San Pietro, a Gattinara.

In foto il maestro vetraio Alfio Peracino alla consegna del prestigioso premio “Oscar di Montecarlo”.

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