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L’Anpi: il tema dei profughi va gestito con umanità

«Si tratta, nella maggior parte dei casi, di giovani e adulti con un passato doloroso alle spalle e un futuro incerto davanti», scrive l’Associazione partigiani

«E’ un’emergenza che va affrontata con razionalità e umanità. Ogni essere umano ha il diritto di ricevere accoglienza, libera da ogni pregiudizio. Dimostrare paura a prescindere nei confronti di esseri umani solo perché diversi o perché ci sono stati episodi di violenza che hanno visto come protagonisti degli extracomunitari è contrario a ogni principio di rispetto e convivenza umana. Di fronte a un essere umano il primo gesto deve essere tendere una mano e non voltare le spalle». Così interviene l’Anpi di Quarona (Associazione nazionale partigiani) in merito al dibattito che si è aperto a proposito del prossimo arrivo di una quarantina di migranti in frazione Valmaggiore.

Riconoscendo come «la collocazione di quaranta migranti in una frazione abitata da meno di duecento persone e senza servizi pubblici che la colleghino ad altri centri, non sia ottimale e potrebbe determinare delle criticità», per l’Anpi quaronese una strada di integrazione potrebbe essere l’organizzazione di iniziative di incontro e conoscenza: «Si tratta, nella maggior parte dei casi, di giovani e adulti con un passato doloroso alle spalle e un futuro incerto davanti. Ci auguriamo che la cooperativa a cui sarà affidata l’organizzazione possa gestire al meglio la situazione, che la comunità prenda iniziative di accoglienza prima di emettere sentenze di condanna e che ai migranti possano essere affidate attività di utilità sociale. Anche questa è integrazione. Tutti motivi per i quali esprimiamo solidarietà nei confronti del parroco di Varallo, don Roberto Collarini, e di coloro che si adoperano con generosa disponibilità a realizzare una convivenza civile e solidale».

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