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La mostra dei valsesiani illustri lungo la pista ciclabile di Scopa

Dieci pannelli raccontano alcune personalità valsesiane più o meno note.

La mostra dei valsesiani illustri racconta storie affascinanti.

La mostra dei valsesiani illustri

Una mostra curiosa, dedicata ai “Valsesiani illustri” e realizzata lungo la pista ciclabile del Comune di Scopa.
Dieci pannelli raccontano alcune personalità valsesiane più o meno note, native ma anche “adottate”, una iniziativa curiosa che è stata apprezzata dai residenti, ma anche dai villeggianti e che sicuramente nella bella stagione avrà ancora maggiore risalto.
Le biografie sono ispirate al volume “Scritti e Ricordi”, una raccolta di articoli di Enzo Barbano pubblicata la scorsa estate. A volere la mostra è stato il Comune di Scopa in collaborazione con l CentroLibri di Varallo, è stata realizzata con il sostegno della Provincia di Vercelli e curata da Miriam Giubertoni e Erica Bernardi. Mentre le illustrazioni sono state disegnate da Guillaume Delzanno.

Arienta

E passeggiando lungo la ciclabile si scoprono anche tante curiosità: personaggi di cui magari non tutti, soprattutto tra i più giovani, conoscono la storia.
Giulio Arienta, pittore e restauratore originario di Varlalo ricordato per il suo spirito vivace. Durante il carnevale del 1846 si traveste da allegoria della verità insieme a un gruppo di studenti nella volontà di ridicolizzare le credenze popolari locali. Dopo aver frequentato l’Accademia Albertina a Torino entra nei bersaglieri e rimane per dieci anni sotto le armi. Vive poi a Roma, Firenze, Torino e Buenos Aires dove lavora come decoratore e figurista. Torna a Varallo nel 1875 ed è tra i fondatori della Società di conservazione delle opere d’arte in Valsesia. Per primo si avvicina alla Parete guadenziana per eseguirne la pulitura.

Zanfa e Moscatelli

Giovanni Zanfa, nasce ad Agarla di Breia. Inizia a lavorare in Spagna con il padre nell’industria alberghiera. Avvicinarsi alla stampa e all’editoria è una sua iniziativa, prima nella tipografica Colleoni e poi in quella Camaschella che G Giovanni è anche considerato precursore delle cartoline illustrate pubblicate sull’Almanacco della Valsesia.
Cino Moscatelli-L’intrepido partigiano: nato a Novara in una famiglia operaia dove frequenta il circolo dei ferrovieri. Sposa Maria Leoni di Borgosesia e si trova nel 1943 a capo della Resistenza valsesiana e in seguito commissario politico delle divisioni garibaldine. Dopo la guerra diventa sindaco di Novara, è poi sottosegretario del terzo governo De Gasperi ed entra in senato e alla Camera. Continua a svolgere una intensa attività per il Pci e per l’Anpi e fonda a Borgosesia nel 1974 l’istituto per la storia della Resistenza.

Rolandi

Giorgio Rolandi – L’ultimo mecenate. Nasce in una famiglia quaronese dal notevole spirito imprenditoriale. Si laurea in ingegneria dopo aver partecipato volontario insieme al fratello alla Prima guerra mondiale. In seguito entra nel mondo dell’industria elettronica arrivando a collaborare con l’americana General Eletric. Nel 1943 è arrestato dai fascisti ma riesce a fuggire e a nascondersi a San Vittorie. Dopo la guerra la sua carriera prende il volo e lavora in Africa su orientale. Torna in Valsesia e progetta e finanzia il rilancio del palazzo dei musei di Varallo e la realizzazione della funivia del Monte Rosa.

Pastore

Giulio Pastore -Umanesimo e politica. Nasce a Genova da una famiglia operaia novarese. Non ha una infanzia facile e a 12 anni inizia a lavorare come attaccafili in una industria tessile di Borgosesia. Giornalista de “Il Monte Rosa, iscritto all’azione cattolica e sindacalista, ma soprattutto animatore della politica valsesiana, ha un carattere forte, una straordinaria vitalità ed entusiasmo e una grande sensibilità politica. E’ costretto dal fascismo a lasciare la Valsesia trovando rifugio a Monza per poi tornare nel dopoguerra. E’ eletto sindaco di Varallo, poi presidente del consiglio della valle e diventa nel 1958 ministro per lo sviluppo del mezzogiorno e delle aree depresse del centro nord.

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