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La ”Ponti” tra gli esempi d’eccellenza di ”aziende di famiglia”

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La storia della ditta ghemmese in un libro

Una storia di famiglia lunga 150 anni: anche la Ponti spa di Ghemme è tra le imprese familiari di successo, e la sua storia entra tra le 15 di un libro curato dal rettore dell’Università “Carlo Cattaneo” di Castellanza, nota con l’acronimo Liuc. Si tratta del frutto di una ricerca sul passaggio generazionale nelle aziende: «In un Paese in cui il 70 per cento delle imprese non sopravvive alla prima generazione e meno del 10 per cento raggiunge più di 50 anni di vita, la transizione in azienda è un tema tanto delicato quanto strategico per lo sviluppo del sistema imprenditoriale – spiegano dalla Liuc -. La nostra università ha offerto un contributo alla riflessione attraverso un nuovo libro dal titolo “Family Up! Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento”, curato dal rettore Federico Visconti e da Valentina Lazzarotti, professore associato della scuola di ingegneria Industriale, insieme ad altri docenti delle scuole di economia e management e diritto, ed edito da Guerini Next.

Come detto, tra le 15 storie di family business di successo, in cui la transizione ha avuto un ruolo positivo grazie a un mix di rispetto della tradizione e cultura dello sviluppo, c’è anche la Ponti di Ghemme, che celebra i 150 anni di attività. Dal 1867 leader nella produzione di aceti, sottaceti e sottoli, condimenti e sughi pronti, la Ponti ha conosciuto una successione pianificata e naturale, fino alla quinta generazione, con il coinvolgimento di figure esterne scelte dall’azienda stessa in una logica di maggior professionalizzazione, senza perdere però l’identità famiglia-azienda.

Oggi la figura chiave è quella di Giacomo Ponti, il Ceo di Ponti Spa. Nel volume viene segnalata l’importante iniziativa di predisporre il bilancio sociale. Inoltre, viene approfondita la modalità di approccio con il personale, incentrata sulla comunicazione e sulla condivisione degli obiettivi, per lo sviluppo del lavoro in team, determinante per alcuni progetti innovativi.

Nel volume, Ponti e gli altri raccontano come hanno trovato la giusta chiave per innovare nell’impresa di famiglia senza snaturarne l’essenza. Proprio per identificarla, viene utilizzato un paradigma teorico che consente di individuare cinque fattori che la determinano. Ovvero: l’attitudine a preservare la maggioranza della proprietà e il controllo delle scelte, l’accentuata identificazione della famiglia nei confronti dell’impresa, lo sviluppo di relazioni con gli stakeholder, l’attaccamento emozionale tra i componenti della famiglia, la volontà di tramandare l’azienda famigliare alle generazioni successive.

«Si fa ricerca – scrive Visconti nel libro – per evidenziare le criticità e le potenzialità di determinate situazioni aziendali, per migliorare i processi di management, per far crescere una sensibilità comune sul mondo delle imprese e delle loro condizioni di sviluppo. Si percepisce che nei casi indagati sono state prese le giuste distanze dal familismo, cioè da un’impostazione dei rapporti che tende a privilegiare obiettivi e aspettative della proprietà rispetto alla competitività dell’impresa».

“Family Up!” sarà presentato venerdì nel corso di una tavola rotonda promossa da Liuc Alumni. Ci sarà spazio per una tavola rotonda che vedrà protagonisti tre degli imprenditori intervistati, a partire proprio da Giacomo Ponti. Con lui, Michela Conterno (Lati Industria Termoplastici Spa) e Giacomo Casati (Fonderia Casati).