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L’addio della Valsessera a Italo Marchi: l’ampliamento della comunità disabili ultimo progetto che lascia in eredità

L’uomo aveva 74 anni. Costretto alla carrozzina dopo un incidente, aveva deciso di impegnarsi per gli altri.

L’addio della Valsessera a Italo Marchi: l’ampliamento della comunità disabili ultimo progetto che lascia in eredità. Un uomo determinato che è riuscito a trasformare un grave problema che lo aveva colpito in una ragione di solidarietà e impegno. 

L’addio della Valsessera a Italo Marchi

Italo Marchi, 74 anni, è stato ricordato così da tanti, durante il funerale che è stato celebrato ieri pomeriggio nella sua Portula. Ed è ricordato così anche sui social, dove non sono mancate le frasi di ricordo e le attestazioni di stima e di affetto. Già, perché Italo si è fatto volere bene da chi lo ha conosciuto. Lui, finito sulla carrozzina dopo un incidente di moto, ha voluto impegnarsi nelle battaglie contro le barriere architettoniche, ha voluto creare un’associazione per far valere questi diritti e ha lavorato per far sì che si realizzasse la comunità alloggio “l’Albero” a Masseranga. Tante le persone che ieri hanno voluto rendergli omaggio, tanti i rappresentanti delle associazioni del territorio e degli enti pubblici.

Italo Marchi

Malattia

Da alcuni mesi Italo stava combattendo contro un tumore che alla fine non gli ha lasciato scampo. La sua storia è legata all’Associazione handicappati Valsessera di cui è stato il fondatore con Lina Crisopulli e Ugo Bassotto nel 1975. L’associazione si era quindi costituita legalmente nel 1984, e da allora Marchi ha rivestito il ruolo di presidente e di guida.

Nel giorno della sua scomparsa, la segretaria dell’associazione Laura Ugo ha voluto ricordarlo così: «Oggi purtroppo ho ricevuto una di quelle notizie, che non vuoi mai ricevere, è mancato Italo Marchi, presidente dell’Associazione handicappati Valsessera, nonché un amico. Noi del consiglio direttivo, siamo praticamente cresciuti insieme, io in particolare ti ho conosciuto che avevo 8 anni, e insieme abbiamo combattuto molte battaglie e coltivato il sogno di aprire una comunità alloggio che, con la tua tenacia e l’aiuto di moltissime persone siamo riusciti a realizzare. Sono dispiaciuta che non riuscirai ad essere con noi fisicamente, ma so che il giorno dell’inaugurazione della nuova parte della comunità l’Albero, tu sarai accanto a noi come sempre. Il consiglio direttivo dell’associazione è vicino alla famiglia in questo particolare momento di dolore».

Ricordi

Parole di affetto vengono dal sindaco di Portula Fabrizio Calcia Ros, che lo ha conosciuto bene: «Italo è stato una figura storica per la Valsessera, e non solo. Era soprattutto una persona determinata nel fare ciò in cui credeva e i suoi progetti sono andati in porto. E’ riuscito a realizzare la comunità alloggio, non senza difficoltà. E ha fatto di tutto per trovare i contributi necessari per il suo ampliamento e la realizzazione dei mini appartamenti. Questo per dire la persona che era Italo. Abbiamo anche avuto discussioni, ma abbiamo sempre risolto con il sorriso. Si impegnava a fondo ed è riuscito a coinvolgere persone che hanno portato a concludere i progetti. Lo ricordo col sorriso che aveva quando ti veniva a cercare. Era un piacere sentirlo e stare con lui. Era davvero una persona unica e ci mancherà».

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Anche il sindaco di Pray Gian Matteo Passuello lo ricorda con stima: «Ci ha messo sempre una grande passione nelle sue battaglie. Negli anni la sua attività a favore dei disabili e della comunità è stata davvero importante. L’operazione “l’Albero” ha portato lustro alla valle e ha dato una possibilità agli ospiti. Era generoso e alle volte irriducibile, non mollava mai ed è riuscito, grazie al suo carattere, ad ottenere risultati ambiziosi. Era una persona piacevole. Ha saputo rivalutare la sua esistenza a favore degli altri».

Lo ricorda anche Wilmer Ronzani, ex parlamentare di origine valsesserina: «Ciao Italo, ti ho stimato e ti ho voluto bene. Di te ho sempre apprezzato la determinazione e il coraggio ad affrontare anche le sfide piu difficili. Mancherai ai tuoi cari ma mancherai a tutti noi e alle persone a cui hai fatto del bene».

Mercoledì la piazza di Portula era piena di gente, stretta al dolore della moglie Maria Teresa, della sorella Norma e di tutti i parenti. Presenti per l’ultimo saluto anche gli ospiti della “sua” comunità alloggio di Masseranga. Anche don Ugo Franzoi, che ha celebrato la messa assieme al dicono Federico Iacolino, ha ricordato Marchi con parole di affetto. Il feretro è poi stato deposto nel cimitero del paese. Per sua volontà, non fiori ma eventuali offerte all’Associazione handicappati Valsessera per il progetto “nuovo gruppo appartamento” della comunità “l’Albero”, in cui ha sempre creduto.

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