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Linea Verde fa tappa a Ghemme: il paese finisce su Rai Uno

La troupe condotta dal giornalista Federico Quaranta ha fatto visita ad un vigneto curato con l’antico sistema “a maggiorina”.

Linea Verde fa tappa a Ghemme. Riflettori puntati sulla Barciocca e sulla coltivazione alla maggiorina.

La Rai a Ghemme con Linea Verde

Il seguitissimo programma di Rai 1 “Linea verde” ha fatto tappa a Ghemme per una puntata sulle eccellenze piemontesi. In particolare, il paese è agli onori della cronaca nazionale per i vigneti e il cortiletto della Barciocca.

Le riprese sono state effettuate la scorsa domenica 5 settembre. La puntata andrà in onda di sabato, ma non si conosce ancora la data.

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Riflettori puntati sulla Barciocca e sulla coltivazione “a maggiorina”

Era presente il conduttore Federico Quaranta e la troupe che è rimasta nel paese del vino giusto il tempo di lavorare all’interno del castello, nel cortiletto della Barciocca, e nella vigna Ronco del Maso, per illustrare il vigneto coltivato con l’antico sistema “a maggiorina”, messo a punto nientemeno che da Alessandro Antonelli nel 1800.

Ad accogliere la troupe televisiva, il sindaco Davide Temporelli e in vigna Andrea Fontana, attuale presidente del Consorzio di tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte, insieme a Stefano Vercelloni, vicepresidente dell’associazione nazionale “Città Del Vino” e coordinatore regionale delle “Città del vino” del Piemonte.

La segnalazione di Atl Novara

L’incontro è stato possibile grazie alla richiesta di Mariarosa Fagnoni, presidente dell’Atl di Novara, che si è adoperata per segnalare a livello nazionale la peculiarità consistente nel vigneto ancora coltivato a maggiorina.

«L’idea è stata accolta con favore – afferma Fagnoni -, tanto che domenica la troupe era a Ghemme per le registrazioni. La coltivazione “a maggiorina” è molto antica e diffusa, fin dai tempi dell’architetto Antonelli. Inoltre Fontana ha portato lo staff della Rai nell’antico vigneto di famiglia, che è coltivato appunto con questo sistema. Siamo molto soddisfatti del fatto che la Rai abbia accolto il nostro invito – conclude Fagnoni – anche se non ho potuto assistere direttamente alle riprese».

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