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Ponzone, per la croce del campanile si aspetta la Sovrintendenza

Versa in uno stato di profondo degrado

A Ponzone crescono gli interrogativi su come verrà sistemata la croce del campanile. Si deciderà dopo un confronto con la Soprintendenza. Per adesso, l’unico elemento certo emerso dopo averla vista da vicino, è che la croce è messa alquanto male. Il direttore dei lavori, l’architetto Luciana Lachi, ha parlato di uno «stato di profondo degrado, con ferri esposti e arrugginiti, ampie zone di cemento in distacco, muschi, licheni».

Del resto, si tratta di un manufatto che sta sulla cima del campanile di Ponzone da un’ottantina di anni, da quando è stata costruita la chiesa. La croce è scesa a terra per la prima volta nel primo pomeriggio di due sabati fa, quando una ditta specializzata ha provveduto a tagliare gli appoggi della base e a calarla con un braccio meccanico lungo una sessantina di metri. Un’operazione tutt’altro che semplice, considerati l’altezza e il peso del manufatto, una decina di quintali. Adesso si tratta di decidere come intervenire: si aspetta il consiglio della Soprintendenza.