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Prato Sesia ricorda Paltrinieri, mago del formaggio di qualità

Fu fondatore e titolare dello storico e prestigioso caseificio. I suoi prodotti arrivarono sulle tavole di Marchesi.

Prato Sesia ricorda Paltrinieri, morto a 86 anni.

Prato Sesia ricorda Paltrinieri Franco

E’ morto giovedì 8 agosto, all’età di 86 anni, Franco Paltrinieri, noto imprenditore agroalimentare di Prato Sesia. Attualmente in pensione, è stato lo storico titolare dell’omonimo caseificio pratese, ora ceduto alla Igor. E’ scomparso all’hospice di Gattinara, lasciando la moglie Elena e le figlie Letizia e Paola con le rispettive famiglie. Il funerale è stato celebrato sabato 10 nella chiesa parrocchiale di Prato Sesia.

Il prestigioso caseificio

Paltrinieri è stato il fondatore del caseificio di successo, i cui prodotti finirono anche sulla tavola del ristorante milanese di Gualtiero Marchesi, che da lui si riforniva. Gli esordi furono da “lattaio”. Lo ricorda l’amico e storico pratese Claudio Sagliaschi: «Franco, al laciè (il lattaio), com’era chiamato in quel tempo. Colui che con le proprie mani trasformava il latte raccolto dai singoli contadini in genuino burro, in formaggi quali il frachet e gorgonzola. Da bambino, ricordo che portavo il latte dell’unica mucca fino alla sua casa in fondo alla Rocchetta. Uno sguardo ai maiali e poi nel negozio dove operava la mamma Marcellina e in seguito la moglie Elena. Consegnavo il latte e prendevo il burro, e qualche volta la gorgonzola».

Una famiglia di “lattai”

«La guerra è stata certamente dura anche per quella famiglia, specialmente dopo quel funesto 23 novembre 1944 quando i fascisti della “Muti” incendiarono diverse abitazioni per rappresaglia; tra queste anche quella di Franco perché uno dei fratelli era partigiano. Ma si ripresero e, mentre un altro fratello fondava la “Palzola” a Cavallirio, lui fondò la sua a Prato dando lavoro a tanti giovani del luogo e rendendosi sempre disponibile a concedere aiuto. Raggiunse l’eccellenza nel suo campo al punto che fu lo stesso Gualtiero Marchesi (suo cliente) che fece conoscere il suo prodotto in manifestazioni promosse dal Parlamento Europeo di Bruxelles. Alla fine del suo impegno concesse la sua impresa alla Igor di Novara che ne mantiene la produzione con la propria nicchia qualitativa».

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