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Presepi di Postua nella morsa delle restrizioni: si rischia di non avere pubblico

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Presepi di Postua

Presepi di Postua ci saranno, ma in edizione ridotta: il rischio è quello di non potere ricevere visitatori.

Presepi di Postua, la tradizione

I presepi di Postua ci saranno: un’organizzazione in forma ridotta permetterà di mantenere la tradizione rispettando al contempo le norme. I residenti, nonostante l’attuale lockdown e il Covid19 stanno infatti preparando individualmente alcune rappresentazioni così da continuare questa decennale tradizione che rende Postua il “Paese dei presepi”. L’evento è uno dei maggiori in Valsessera e Valsesia e ha sempre coinvolto migliaia di visitatori, provenienti anche da fuori regione. Fino allo scorso anno erano presenti numerose scolaresche che arrivavano sino a Postua per scoprire ogni angolo e che erano accolte con ospitalità dai volontari.

Niente visite

«In questo edizione – spiega Flavio Zanellati, farmacista e da sempre tra i promotori dell’iniziativa – il formato sarà obbligatoriamente più modesto, visto il periodo che stiamo vivendo. Quello che si vuole è mantenere la tradizione: e quindi ci saranno allestimenti in alcuni punti del paese. Certo, non si arriverà agli oltre duecento presepi degli anni passati, proprio perché il momento è difficile e anche l’organizzazione». Ma il problema è anche per i visitatori: attualmente infatti non sarebbe possibile spostarsi da un altro comune per andare a vedere la rassegna (non è certo tra i motivi di necessità).

La storia

“I presepi di Postua” vedono protagonista, lungo le vie di il paese, l’allestimento delle Natività. L’iniziativa è nata nel 1984 ad opera di Giampietro Baldracchi. La manifestazione, negli anni, è cresciuta sia nel numero di visitatori che nei presepi partecipanti, con i 220 allestimenti dello scorso anno. Le rappresentazioni venivano realizzate con diverse tecniche e in ogni angolo: nelle finestre, lungo i corsi d’acqua, nelle antiche fontane, all’interno delle chiese come quello meccanico nell’oratorio all’imbocco del paese o erano posizionate con cura negli oggetti: vasi, biciclette, valigie, botti e tanto altro ancora seguendo fantasia e ingegno. Da anni i residenti si impegnano a realizzare le loro opere. Questo impegno decennale ha portato a far diventare Postua, a livello nazionale, il paese con il maggior numero di presepi in rapporto alla popolazione.

Gli eventi

«Purtroppo quest’anno – continua Zanellati – le scolaresche non potranno partecipare, negli anni passati erano davvero numerose e provenivano da località anche lontane. Naturalmente non si potranno neppure allestire gli eventi di contorno come il mercatino o gli altri appuntamenti sotto l’albero. Ora bisognerà capire cosa verrà deciso e se il lockdown continuerà e in che modo. Chiaramente lavorare molto su questo progetto e sapere che non ci si può spostare da un comune all’altro non ha molto senso. Quindi attendiamo come saranno le direttive, intanto pensiamo a come proporre il progetto in forma ridotta».

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