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Sanità Trivero come il film di Alberto Sordi | L’opinione

L'opposizione punta il dito contro l'Asl perché migliaia di pazienti devono far fronte a una continua staffetta tra medici di base.

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Sanità Trivero come il film di Alberto Sordi: l’opposizione attacca l’Asl perché non si riescono a garantire medici in pianta stabile per migliaia di pazienti.

Sanità Trivero come “Il medico della mutua”

Un medico che se ne va appena dopo due mesi, un altro rimpiazzato ma in via provvisoria, l’ipotesi di aumentare il numero di pazienti a carico del singolo professionista. A Trivero il gruppo di opposizione punta il dito contro l’Asl e parla di una situazione che rischia di degenerare «come nel film “Il medico della mutua” di Alberto Sordi, col dottor Tersilli che cronometrava i pochi secondi che poteva dedicare a ogni paziente. Con la differenza che almeno lì c’era l’ambulatorio nel rione, mentre nel futuro paradiso di Valdilana ci si potrà comodamente rivolgere a un medico di Valle Mosso o di chissà dove».

«I continui passaggi di testimone»

«Una delle due dottoresse appena arrivate a Trivero – scrivono Piero Casula e Lidia Villanova su una lettera aperta – lascia il servizio dopo appena due mesi. Chi potrebbe darle torto? L’Asl di Biella le aveva affidato un incarico temporaneo di un anno, con la certezza che sarebbe stata rimpiazzata dal futuro “titolare”, se mai ne vedremo uno. Che prospettive aveva questa giovane qui a Trivero? Nessuna. Lei e la sua collega erano state incaricate all’ultimo momento di sostituire due medici che hanno scelto altre sistemazioni. Ma a causa di non si sa bene quali strampalate leggi, pare non fosse possibile sostituire i due medici con altrettanti “titolari” (specie ormai in via di estinzione). Così si va avanti a incarichi a scadenza».

«Un danno per la nostra salute»

Il problema, sottolineano i due consiglieri, è che viene compromesso il tradizionale rapporto di fiducia e conoscenza tra medico e paziente. «In questi continui giri di valzer, incarichi provvisori e “tacconate” varie, c’è la salute di migliaia di cittadini triveresi. Qualcuno di loro nel giro di pochi mesi si ritroverà costretto a spiegare la sua situazione davanti a tre medici diversi (e tutti con la comprensibile intenzione di cambiare aria al più presto). Non occorre essere un premio Nobel per capire che cambiare continuamente medico di base non è esattamente quello che si intende con “promozione della salute”. L’assessore regionale, dopo aver chiuso il Punto di primo intervento, ci ha regalato un bel cartello con la scritta “Casa della salute” e forse pensa che Trivero è a posto così. Il sindaco ogni tanto fa finta di protestare contro l’Asl, ma sempre con grande educazione e senza alzare troppo la voce».

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