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Scandalo scavi abusivi: a Prato Sesia si va verso la prescrizione

I fatti risalgono a cinque anni fa

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Scandalo scavi abusivi a Prato Sesia: la vicenda risale a cinque anni fa ed è emersa da un’indagine della Guardia Forestale.

Scandalo scavi abusivi

Vicende processuali movimentate per la vicenda legata agli scavi a Prato Sesia. Dopo il cambio del giudice infatti il procedimento per illeciti ambientali ricomincia da capo ed è a rischio prescrizione. Si tratta della vicenda risalente a cinque anni fa per alcuni scavi su terreni a Prato Sesia. Secondo la Forestale, che aveva condotto l’indagine, erano stati cambiati gli assetti ambientali della zona, sottoposta a vincoli per la vicinanza al Sesia, e l’area era diventata un deposito illegale di rifiuti.

L’udienza

Gli imputati sono i rappresentanti di una ditta di escavazione e movimento, e l’amministratore e proprietario delle cave, mentre è stralciata per problemi di notifica, e rinviata a febbraio 2019 (quando sarà prescritta), la posizione della proprietaria di parte dei terreni in cui sono avvenuti gli scavi abusivi. La prossima udienza si terrà il 18 luglio per definire un nuovo calendario. Già lo scorso marzo, quando era iniziato il processo, gli illeciti erano a rischio di prescrizione. Il dibattimento si era aperto con l’ammissione delle prove mentre i primi quattro testimoni avrebbero dovuto essere ascoltati a luglio. Calcolando che questi ultimi sono circa una ventina, era parso da subito che anche i reati contestati agli imputati sono destinati a prescriversi.

I fatti

Nel 2013 il corpo forestale dello Stato aveva rinvenuto uno scavo abusivo vicino al fiume Sesia. Secondo l’accusa in un’area agricola era stata realizzata una cava senza autorizzazione, dove erano poi state depositate rocce di scavo e limi di lavaggio di terre, oltre a rifiuti misti derivati dall’attività di costruzione, imballaggi, demolizioni e anche rifiuti speciali pericolosi. Stando a quanto contestato dal corpo forestale, la società di scavi ha eseguito lavori su terreni in suo possesso e anche su aree altrui. La ghiaia abusivamente prelevata era poi stata venduta ad un impianto di lavorazione di Romagnano, da dove sarebbe uscita pronta per altro uso edilizio.

Le indagini

Le indagini avevano portato nella prima fase al sequestro preventivo di un grosso autocarro e di vari terreni su ordine del tribunale di Novara. Secondo l’accusa, si parla di rifiuti non pericolosi e pericolosi per un ammontare complessivo di 39mila metri cubi circa. A vario titolo, agli imputati sono contestati abusi edilizi e traffico illecito di rifiuti. Il Comune di Prato Sesia, grazie al personale dell’ufficio tecnico, ha collaborato attivamente con il comando forestale nell’indagine della cava, così da cercare di recuperare le tasse non incassate.

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