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Zona rossa, i sindaci del Vercellese rispondono alle domande

I primi cittadini cercano di fare chiarezza dopo le nuove disposizioni che riguardano la provincia.

zone rosse

Zona rossa per l’emergenza coronavirus: i sindaci della provincia di Vercelli hanno stilato una lista di risposte per le domande più frequenti.

Zona rossa, le restrizioni

Con la diffusione del decreto che contiene, tra le altre cose, le restrizioni relative alle “zone rosse” (fra cui le province di Vercelli e Novara), molti cittadini hanno posto delle domande in merito. I sindaci della provincia di Vercelli hanno stilato un elenco in risposta. Intanto, Gli uffici legislativi dei diversi ministeri e della presidenza del Consiglio sono al lavoro per sciogliere i dubbi interpretativi legati al nuovo decreto e dare velocemente una risposta alle richieste che stanno arrivando.

Lavoro, bar e ristoranti

Si può andare a lavorare, anche in province diverse, con l’attestazione del datore di lavoro. Si può andare al bar o al ristorante dalle 6 alle 18, mantenendo la distanza di sicurezza di un metro. Si può servire la cena ai clienti che si trovano in strutture alberghiere per motivi lavorativi (non turistici). Si può ordinare la cena e farsela consegnare a domicilio dalle strutture aperte.

La spesa

Si può andare nei punti vendita di generi alimentari, farmacie e parafarmacie anche nei comuni limitrofi. I centri commerciali rimarranno chiusi il sabato e la domenica. Possibilmente bisogna trovarsi in una persona alla volta, in ogni caso è obbligatoria la distanza di sicurezza di un metro.

Visite, chiese e mercati

Si può andare a fare una visita medica già prenotata, anche in altre province. Si può andare in chiesa per il proprio culto personale, evitando assembramenti e mantenendo la distanza di un metro. Le cerimonie civili, religiose e funebri sono sospese. I mercati si possono fare ma con distanza di almeno un metro. Estetisti e parrucchieri sono aperti, mentre i centri benessere non lo sono.

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