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Addio a Ovidio Raiteri, la Valsesia saluta un gigante della montagna
Oggi a Borgosesia il funerale dello storico esponente del Cai e del Soccorso alpino. Sui social il ricordo commosso di chi lo ha conosciuto.
Si celebra oggi, nella parrocchiale di Borgosesia, il funerale di Ovidio Raiteri. La Valsesia saluta una delle figure più conosciute del mondo della montagna, scomparso all’età di 99 anni. Dopo la funzione, prevista alle 10, il corteo proseguirà verso il cimitero del centro.
Già ieri sera, durante la recita del rosario nella chiesa di Sant’Antonio, l’affetto della comunità si è visto in modo chiaro. La chiesa era strapiena. Un segno di vicinanza alla famiglia e di riconoscenza verso un uomo che ha lasciato un’impronta profonda nel territorio.
Una vita per la montagna
Ovidio Raiteri era una memoria storica dell’alpinismo valsesiano. Nato e cresciuto a Borgosesia, nel 1945 fu tra i fondatori della sottosezione locale del Cai. Erano gli anni del dopoguerra, quando la montagna tornava a essere luogo di incontro, ricostruzione e comunità.
Il suo impegno non si fermò all’escursionismo. Raiteri contribuì allo sviluppo delle prime strutture organizzate del Soccorso alpino, poi confluite nel Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico. Per oltre vent’anni guidò la delegazione Valsesia-Valsessera.
Accanto all’attività operativa, sostenne la cultura alpina e la valorizzazione del territorio. Fu vicino al mondo dei rifugi e delle guide alpine valsesiane. Fondò anche la commissione “Montagna antica montagna da salvare”, dedicata alla tutela del patrimonio storico-artistico dell’alta Valsesia.
Il ricordo sui social
In queste ore sono tanti i messaggi pubblicati sui social per ricordarlo. «Grande uomo, ho avuto il piacere di conoscerlo, e sentire dalla sua voce tante avventure», scrive un utente. «Con lui se ne va un vero signore – scrive una donna -: grande persona e grande amico… Ciao Ovidio, hai raggiunto la tua amata Luisa…»
«Se ne è andato l’ultimo “grande” dell’alpinismo valsesiano, e non solo. Lascia un’eredità grandissima, bisognerà trasmetterla alle nuove generazioni». Parole che raccontano il peso della sua eredità. Nel 2009 fu nominato Cavaliere della Repubblica e ricevette anche la medaglia d’oro del Cai.
Un’eredità da trasmettere
Ovidio Raiteri lascia i figli Monica, Carlo con Eugenia, Manuela e Anita con Luca. Lascia anche i nipoti Flaminia con Rory, Michela con Davide, Anna con Boris, Matteo con Jacqui e i piccoli Lei, Mia Luisa e Giulia. La sua scomparsa tocca il Cai, il Soccorso alpino e tutta la comunità valsesiana. Con lui se ne va un protagonista della cultura della montagna. Resta il ricordo di una vita spesa con discrezione, competenza e spirito di servizio.
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