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Addio a Ovidio Raiteri, storico volto del Cai e del soccorso alpino valsesiano

Aveva 99 anni e abitava a Borgosesia. Immenso il suo contributo alla cultura della montagna.

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Borgosesia, la Valsesia e tutto il mondo della montagna salutano Ovidio Raiteri, storico esponente del Cai e del Soccorso alpino, scomparso all’età di 99 anni. Personaggio conosciutissimo, Raiteri è stato tra i fondatori della sottosezione Cai di Borgosesia nel dopoguerra e ha dedicato gran parte della propria vita alla sicurezza in montagna, alla promozione dell’alpinismo e alla valorizzazione del territorio valsesiano. Nel corso dei decenni ha ricoperto anche incarichi di rilievo a livello nazionale nel Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico.

Lascia i figli Monica, Carlo con Eugenia, Manuela e Anita con Luca. Lascia anche i nipoti Flaminia con Rory, Michela con Davide, Anna con Boris, Matteo con Jacqui e i piccoli Lei, Mia Luisa e Giulia. Il funerale verrà celebrato giovedì alle 10 nella parrocchiale di Borgosesia: poi si proseguirà per il cimitero del centro. Domani, mercoledì 13 maggio, alle 19 la recita del rosario nella chiesa di Sant’Antonio.

Una vita dedicata alla montagna

Ovidio Raiteri rappresentava una delle memorie storiche dell’alpinismo valsesiano. Nato e cresciuto a Borgosesia, nel 1945 contribuì alla nascita della sottosezione locale del Cai, in anni in cui la montagna tornava a essere luogo di incontro, ricostruzione e socialità dopo le difficoltà del conflitto mondiale.

Nel tempo il suo impegno andò ben oltre l’attività escursionistica. Raiteri prese parte infatti allo sviluppo del sistema organizzato di Soccorso alpino, contribuendo negli anni Cinquanta alla nascita delle prime strutture operative che sarebbero poi confluite nel Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico.

Il ruolo nel Soccorso alpino

Per oltre vent’anni guidò la delegazione Valsesia-Valsessera del Soccorso alpino, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di volontari e soccorritori. La sua esperienza lo portò anche a ricoprire l’incarico di vicepresidente nazionale del Cnsas durante la presidenza Toniolo.

Accanto all’attività operativa, Raiteri si dedicò alla promozione della cultura della montagna e alla valorizzazione delle tradizioni alpine del territorio. Fu coinvolto nella realizzazione di strutture e iniziative legate ai rifugi e sostenne il lavoro delle guide alpine valsesiane, contribuendo a rafforzarne il ruolo turistico e culturale.

Il ricordo della Valsesia

Negli anni Ovidio Raiteri aveva ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno nel mondo alpino, tra cui la medaglia d’oro del Cai. Nel 2009 fu anche nominato Cavaliere della Repubblica. Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona capace di trasmettere passione, competenza e spirito di servizio, sempre con uno stile discreto e concreto.

La sua scomparsa lascia un segno profondo non soltanto nel Cai e nel Soccorso alpino, ma in tutta la comunità valsesiana. Con lui se ne va uno dei protagonisti di una stagione che ha contribuito a costruire la moderna cultura della montagna sul territorio.

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