CronacaFuori zona
Schianto contro un furgone, motociclista 25enne morta dopo un mese di agonia
La giovane era rimasta gravemente ferita: il decesso in ospedale. La comunità si è stretta attorno alla famiglia per l’ultimo saluto.
Non ce l’ha fatta Chiara Pasqualone, la giovane di 25 anni rimasta gravemente ferita in un incidente stradale avvenuto il 28 marzo a Torino. Dopo più di un mese nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni Bosco, la ragazza è morta lasciando nel dolore la famiglia, gli amici e la comunità di Verolengo.
Chiara viaggiava in sella alla sua Kawasaki 650 quando, secondo una le ricostruzioni, si sarebbe trovata davanti un furgone impegnato in una manovra di inversione a U. L’impatto è stato violentissimo. Sulla dinamica stanno lavorando gli agenti della polizia municipale di Torino.
Le indagini e l’ipotesi di omicidio stradale
I soccorsi del 118 erano arrivati rapidamente sul posto. Le condizioni della 25enne erano apparse fin da subito molto gravi, anche se Chiara, nei primi momenti dopo lo schianto, era rimasta cosciente. Per settimane familiari e amici hanno sperato in un miglioramento, restando vicini alla giovane durante il lungo ricovero in ospedale.
Con il decesso di Chiara Pasqualone, la posizione dell’autista del furgone, un uomo di 64 anni residente a Torino, si è aggravata. L’ipotesi di reato è passata da lesioni gravissime a omicidio stradale. La procura ha disposto l’autopsia, già eseguita nei giorni scorsi, mentre i risultati degli accertamenti sono attesi nei prossimi mesi.
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L’ultimo saluto e il ricordo di Chiara
Venerdì 8 maggio la chiesa parrocchiale di San Gioacchino ha accolto una folla commossa per l’ultimo saluto a Chiara. Presenti anche numerosi motociclisti, amici legati alla stessa passione che la giovane coltivava da anni. Le moto erano una parte importante della sua vita, insieme allo sport e all’amore per le attività all’aria aperta.
Chiara viveva tra Torino e Verolengo, dove da circa un anno aveva trasferito la propria residenza. Lavorava come contabile. Aveva anche giocato a calcio nelle squadre femminili di Collegno, Pianezza e Caselle, andava a cavallo ed era una grande tifosa della Juventus. A piangerla sono mamma, papà, Daniele, Laura, i nonni e tutti i parenti.
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