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Delitto di Varallo, risolto anche l’ultimo dubbio

Chiuso con una condana per calunnia il caso dell’omicidio di Larbi Hbata, avvenuto nel 2007

Definitivamente chiuso il caso dell’omicidio di Varallo. Il tribunale di Novara ha stabilito che Lekbir Er Raih mentiva quando ha scaricato la colpa dell’uccisione su Domenico Zanco, un varallese oggi morto. E lo ha condannato a un anno di carcere per calunnia. Una pena che si aggiunge agli altri 27 anni già comminati (così come al fratello Emfadel) per l’uccisione di Larbi Hbata avvenuta nel novembre del 2007.

Come è noto, Hbata fu trovato ucciso e fatto a pezzi: le indagini individuarono i due fratelli marocchini quali autori d delitto, e furono condannati. Ma i due si sono sempre proclamati innocenti: anzi, Er Raih aveva sostenuto che l’uccisione dell’uomo fosse da addebitare a Zanco, che aveva tolto la vita a Hbata conficcandogli una bottiglia rotta nel collo. Lo stesso Zanco li avrebbe poi coinvolti nel trasporto del cadavere (trovato vicino al Mastallone senza piedi e senza testa), minacciandoli di far loro fare la stessa fine se non avessero collaborato. Una tesi che non ha convinto i giudici, che dopo le indagini avevano archiviato la posizione di Zanco, imputando poi a Lekbir Er Raihil un’accusa di calunnia. Accusa sancita ora dalla condanna.

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