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Cronaca

Droga nei boschi della bassa Valsesia: quarta condanna

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droga nei boschi

Droga nei boschi: ancora una condanna nell’ambito dell’operazione “Clean wood” contro lo spaccio nella zona di Prato Sesia, Ghemme, Fontaneto d’Agogna, Cavallirio e Boca.

Droga nei boschi

Arriva un’altra condanna per lo smercio di droga nei boschi del Novarese. Un anno e otto mesi con la sospensione condizionale, più 2mila euro di multa. Questa la pena a cui è stato condannato “Nino”, soprannome dello spacciatore nordafricano 26enne che secondo i giudici del tribunale di Novara era parte integrante di una banda di pusher che operava nella zona tra Prato Sesia, Ghemme, Fontaneto d’Agogna, Cavallirio e Boca, fino a Borgomanero e al Cusio. Con questa sentenza si conferma il successo dell’operazione denominata “clean wood” (cioè “bosco pulito”) conclusa dai carabinieri circa cinque anni fa e diretta contro il mercato della droga nel territorio tra bassa Valsesia e Borgomanerese. In realtà, lo spacciatore ha sempre negato ogni addebito, proclamandosi del tutto estraneo ai fatti. In effetti, per vari episodi è stato assolto, tant’è che il giudice ha alquanto ridotto la richiesta del pm, che era di 6 anni e 8 mesi di reclusione con multa di 32mila euro.

L’operazione

L’indagine era partita quando i carabinieri avevano iniziato ad indagare su una possibile attività di spaccio di droga nella zona. Un’indagine che ha portato a due processi distinti. Uno appunto a carico di “Nino”, residente a Borgomanero, e l’altro per gli altri componenti della banda. Numerosi appostamenti, accertamenti e intercettazioni avevano permesso di ricostruire movimenti e giro d’affari di coloro che dall’area del Milanese raggiungevano le nostre zone per concludere gli affari. Un’indagine particolarmente difficoltosa anche per le caratteristiche dei luoghi scelti per il ritrovo e le cessioni delle dosi.

Le condanne

Ma anche nel corso dell’udienza ci sono state grosse difficoltà perché i clienti non hanno riconosciuto i pusher. In ogni caso, il capo era stato identificato come un nordafricano all’epoca residente a Boca. Alla fine in tre erano stati condannati, ma con pene ben inferiori a quanto chiesto dalla pubblica accusa, appunto perché non si erano riusciti a provare tutti gli episodi contestati.
Il mercato della droga era ampio e variegato: si smerciava cocaina, eroina, hashish e marijuana, quasi sempre in incontri notturni organizzati tramite messaggi in codice: poi c’era un primo contatto che indicava il luogo dello smercio.

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