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Cronaca

Notte di vento, di grandine e di fuoco in Piemonte

Le raffiche di foehn e l’aria fredda in quota hanno provocato danni. Alla Margherita il vento ha superato i 147 chilometri all’ora.

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Notte di vento, di grandine e di fuoco in Piemonte. Le raffiche di foehn e l’aria fredda in quota hanno provocato danni.

Notte di vento, di grandine e di fuoco in Piemonte

Una notte di paura e maltempo ha colpito il Piemonte nella serata di ieri, mercoledì 25 marzo, segnata da un violento episodio di foehn che ha fatto registrare raffiche eccezionali in ampie aree della regione, soprattutto nel Torinese. Il dato più impressionante arriva dalla Sacra di San Michele, dove il vento ha raggiunto i 172 chilometri all’ora.

Numerosi anche gli altri picchi oltre i 100 orari: 111 a Viù, 104 a Villar Pellice, 102 a Perosa Argentina. Raffiche sostenute anche a Cafasse (92 chilometri all’ora), Superga (89), Buttigliera Alta (87) e Borgofranco d’Ivrea (86), con valori elevati diffusi in tutto il territorio. Alla Capanna Margherita una raffica alle 2 di notte ha superato i 147 chilometri all’ora.

Zone colpite dalla grandine

L’ingresso di aria fredda in quota ha inoltre favorito la formazione di temporali, accompagnati da grandine, in particolare nelle aree al confine con la Lombardia, contribuendo a rendere ancora più instabile una situazione già critica. Foto di Simone via MNP Meteo Novara e Provincia.

Vento e rovesci hanno anche provocato la caduta di alberi e rami lungo le strade.

L’incendio nel Canavese

Ma è nel Canavese che si sono vissuti i momenti di maggiore apprensione. Nelle Vaude è infatti divampato un vasto incendio boschivo tra i Comuni di Nole, San Carlo e Front. Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero partite dall’area di via Corio, propagandosi rapidamente nella vegetazione secca fino a raggiungere la zona dell’ex poligono militare. Lo riporta Prima il Canavese.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco, affiancate dai volontari dell’Aib, oltre alla polizia locale e ai carabinieri. Le operazioni di spegnimento risultano particolarmente difficili proprio a causa del vento forte, che alimenta il rogo e ne complica il contenimento.

Preoccupa la vicinanza delle fiamme ad abitazioni sparse e cascinali: la situazione è monitorata costantemente per evitare rischi alla popolazione. Una densa colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, ha reso evidente la gravità dell’evento in diverse zone del Ciriacese.
Foto di copertina di Protezione Civile La Fenice Odv

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