Cronaca
Pietro Barbero, un amico che ha lasciato il segno

Pietro Barbero è stato interprete di una stagione di impegno pubblico che aveva solido ancoraggio in una concezione della politica intesa come servizio, testimonianza da rendere con rigore e competenza
Pietro Barbero, addio a un altro protagonista della vita sociale e associativa di Grignasco
Riceviamo da Enrico Zanolini, e pubblichiamo, un ricordo del grignaschese Pietro Barbero
«Con Pietro se ne va un altro protagonista della vita sociale e associativa di Grignasco, chiudendo l’infausto triangolo avviato con la scomparsa di Mauro Balestri e proseguito con quella di Ruggero Bacchetta. Tutti interpreti di una stagione di impegno pubblico che aveva solido ancoraggio in una concezione della politica intesa come servizio, testimonianza da rendere con rigore e competenza. Impossibile non accostare tanto stile con il presente della vicenda politica, nel quale rigore e competenza sono entità trascurabili ed il concetto di servizio è inteso, salvo qualche eccezione, con l’interesse della propria parte, per promuovere la quale è lecito tutto ed il suo contrario, con disarmante disinvoltura, fino a prescindere o distorcere valori fondamentali della convivenza civile e della regola democratica».
Esponente della Democrazia Cristiana
«Pietro, figlio di quella parte di cultura politica cattolica che ha nobilitato il Novecento, prima resistendo al fascismo, poi combattendolo in clandestinità, poi nella Resistenza e infine promuovendo la Carta Costituzionale, ha iniziato il suo impegno fin dai tempi dell’oratorio, nell’esperienza dei gruppi giovanili e della Voluntas, poi nella lunghissima militanza, con vari incarichi e diverse responsabilità, nella Democrazia Cristiana grignaschese, contribuendo, da quel laboratorio, l’evolversi dell’esperienza amministrativa del paese, fino alla conclusiva adesione al Circolo locale del Partito Democratico, del quale è stato co-fondatore e componente il Coordinamento, con un contributo sempre puntuale e profondo al dibattito. Una disponibilità costante all’altro da sé maturata quasi naturalmente nel crogiolo politico, creativo ed entusiasmante, del dopoguerra e degli anni Sessanta, in quel desiderio di partecipazione (oggi deficit grave che caratterizza soprattutto la componente giovane della società) che ha favorito l’impegno anche in altri aspetti della convivenza».
A lungo collaboratore della Società sportiva dei pescatori
«Va ricordata in particolare la lunga collaborazione con la Società sportiva dei pescatori, passione coltivata per tanto tempo, poi il volontariato sociale, per il quale Pietro prestava da anni un impegno settimanale. Quasi un ossimoro, quest’ultimo, di tutta la sua esistenza: un ufficio di dimensioni modeste in una via tra le più minuscole di Grignasco tuttavia intitolata ad un uomo di enorme coraggio ed importanza nella tensione verso giustizia e libertà, Giacomo Matteotti. Come dire un servizio silenzioso, non appariscente, ma profondo, autorevole. Una agenda tanto fitta che certo non gli ha impedito di occuparsi, fatica ed orgoglio suo e della “maestra” Teresa, dei cinque nipoti, che martedì, fieri e commossi, erano in prima fila a salutare il nonno durante le esequie a Bovagliano».
«Mi piace pensare che il ragionier Pietro Barbero già si sia ricongiunto con l’amico e coetaneo architetto Pinuccio Sitzia»
Sono uomini, quelli come Pietro, che quando scompaiono senti che lasciano un vuoto, un pezzo importante che viene meno. Mi piace pensare che il ragionier Pietro Barbero già si sia ricongiunto con l’amico e coetaneo architetto Pinuccio Sitzia, scomparso pochi giorni prima. Due uomini che in vita, per professione, si sono occupati di misure e progetti e numeri, stanno contemplando insieme ora, premio alla loro fedeltà, il dispiegarsi del progetto mirabile della creazione, godendone la perfezione e comprendendo la pienezza del disegno, per dirla con Einstein, sottile, ma non malizioso, del Signore».
Enrico Zanolini
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