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Sciopero della fame: Tony Curcio prova a salvare sei macachi | VIDEO

L'attivista valsesiano protagonista a Parma: nove giorni di presidio permanente. Protesta contro un esperimento sulle scimmie.

Sciopero della fame: il valsesiano Tony Curcio prova a salvare sei macachi che sono stati selezionati per un esperimento in programma nel mese di ottobre nelle università di Parma e Torino.

Sciopero della fame: Tony Curcio prova a salvare sei macachi

Lo sciopero della fame è iniziato il 23 giugno, ma adesso ha dovuto interromperlo. Il caldo, la stanchezza, la denutrizione lo hanno portato a uno stato di prostrazione per cui il medico ha ordinato di desistere. Protagonista della protesta messa in atto a Parma è stato il valsesiano Antonino “Tony” Curcio, presidente dell’Associazione vegani italiani e già noto per altre iniziative a difesa degli animali. Questa volta manifestava per sensibilizzare l’opinione pubblica su un esperimento in programma a ottobre e che costerà la vita a sei scimmie macaco. L’esperimento verrà fatto nelle università di Parma e di Torino.

Ha preso ferie apposta

Contro questa iniziativa Curcio, ausiliario al pronto Soccorso di Borgosesia, aveva preso ferie dal 23 giugno ed era partito con lo sciopero della fame allestendo il proprio presidio a Parma. Il progetto di sperimentazione prevede di effettuare sui primati un’operazione chirurgica atta a provocare una lesione della corteccia visiva primaria, che si trova all’interno della parte posteriore del cranio. L’esperimento sarà protratto nel tempo, sarà invasivo e procurerà un grado di sofferenza grave.

La rinuncia per prostrazione

Ma ieri, lunedì 1 luglio, Tony Curcio ha però dovuto mollare la presa. Scrive su Facebook: «Come sapete, dopo 9 giorni di sciopero della fame, sono stato costretto ad interromperlo per un quasi coma ipoglicemico durante la notte tra domenica e lunedì… Nel ringraziare ancora tutti di cuore vi aspetto il 6 luglio a Parma, dimostriamo tutti insieme che non lasceremo soli ne i macachi di questo esperimento ne tutti gli altri che nell’indifferenza totale muoiono tra terribili torture dentro gli stabulari. Mi auguro una coesione tra associazioni ed attivisti perchè una sola voce può fare un urlo ma tante voci insieme diventano un tuono».

3 Commenti

  • Patty ha detto:

    Grandissimo gesto di una persona speciale, grazie grazie grazie!!! ❤❤❤

  • Claudio ha detto:

    È pur vero che, a volte “si possono commettere degli errori”, ma…è solo chi non fa nulla, che…”non ne commette”!
    In “questo caso” credo che, debba aver la “stima di molti di noi”, (vegetariani, vegani e non)!!!
    Un “semplice cittadino” non vegano, nè vegetariano, mi piace precisare!

  • alessandro belviso ha detto:

    questi che chiamano esperimenti sono attività delinquenziali se non si tratta di sadici poco ci manca. torture della peggiore specie

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