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Cronaca Serravalle e Grignasco -

Serravalle minaccia di ferirsi col cacciavite davanti ai carabinieri

Un 30enne è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

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Serravalle minaccia di farsi del male con un cacciavite davanti ai carabinieri: arrestato.

Serravalle minaccia di ferirsi

I carabinieri della stazione di Serravalle Sesia hanno arrestato un extracomunitario per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Alcuni mesi fa, un giovane del posto si era rivolto ai carabinieri di Serravalle Sesia lamentando il furto del proprio telefonino. I militari hanno svolto le opportune indagini scoprendo che l’apparecchio telefonico era in uso a una persona dimorante nello stesso centro che aveva sostituito la scheda telefonica e continuava ad utilizzarlo. È stata quindi richiesta l’emissione di un decreto di perquisizione alla ricerca del telefonino. Ottenuto il decreto, nel pomeriggio di ieri i carabinieri si sono recati nell’abitazione del presunto utilizzatore, allo scopo di cercare il telefono.

Al lavoro

L’extracomunitario, tuttavia, non era presente in casa e quindi i carabinieri si sono spostati sul posto di lavoro. L’uomo, con precedenti penali di varia natura, era uscito dal carcere da pochi mesi ed aveva nel frattempo trovato un’occupazione. Ma la presenza sul luogo di lavoro dei carabinieri lo ha indispettito al punto che, giunto davanti a casa, preso da un improvviso raptus per l’eccessivo nervosismo, ha estratto da un anfratto dell’abitazione un grosso cacciavite minacciando i militari di procurarsi delle lesioni. In seguito, brandendolo con fare minaccioso, si è spostato in strada, urlando.

L’arresto

I carabinieri a fatica sono riusciti a disarmarlo, evitando così che potesse procurarsi delle lesioni o ferire i militari. È stato quindi arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il 30enne è stato tradotto in carcere e questa mattina ha presenziato in Tribunale al processo per direttissima. L’arresto è stato convalidato, ma il suo legale ha chiesto i termini a difesa e pertanto il processo è stato fissato al 18 novembre. Nel frattempo, l’uomo rimane in regime di arresti domiciliari. La perquisizione della casa, tuttavia, non ha portato alla luce il telefonino rubato.

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