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In bici contro un muro, muore dopo dieci giorni di agonia

Dolore per un 43enne nigeriano: aveva da poco inviato lo stipendio al moglie e figli in Africa.

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In bici contro un muro, muore dopo dieci giorni di agonia. Dolore per un 43enne nigeriano: aveva da poco inviato lo stipendio alla famiglia in Africa.

In bici contro un muro, muore dopo dieci giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Jacob Yemi, il ciclista rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di sabato 3 gennaio in un incidente avvenuto in frazione Crana, a Santa Maria Maggiore. L’uomo, 43 anni, originario della Nigeria e residente a Craveggia, è morto all’ospedale di Varese, dove era stato trasportato in elicottero in condizioni disperate.

Yemi stava percorrendo in bicicletta la strada che collega la Valle Vigezzo a Santa Maria Maggiore, dove lavorava come apprendista pasticciere, quando per cause ancora in fase di ricostruzione ha perso il controllo del mezzo, andando a impattare violentemente contro un muro. L’allarme era scattato poco dopo le 15, con l’immediato intervento dei soccorsi.

Ricoverato in condizioni gravissime

Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi. Ricoverato in codice rosso a Varese, era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per traumi multipli e gravi lesioni al volto, ma nonostante le cure, il quadro clinico è peggiorato fino al decesso.

Jacob Yemi era uno dei 42 ospiti del centro di accoglienza migranti di Craveggia, ricavato nell’ex casa di riposo del paese. Yemi aveva moglie e figli nel Paese d’origine e poco prima dell’incidente aveva inviato loro lo stipendio di dicembre. La sua morte ha colpito profondamente non solo gli altri ragazzi del centro di accoglienza, ma anche l’intera comunità di Craveggia.

La salma riposerà nel cimitero del paese vigezzino: la famiglia non ha la possibilità di sostenere le spese per il rimpatrio.

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