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Gatto torturato con un laccio di nylon: scatta la denuncia

Un episodio assurdo accaduto nel Vercellese.

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Gatto torturato con un laccio di nylon: scatta la denuncia. Un episodio assurdo accaduto nel Vercellese.

Gatto torturato con un laccio di nylon: scatta la denuncia

Un episodio di pura violenza ha colpito la comunità di Livorno Ferraris, dove un giovane gatto è stato trovato con una profonda ferita al collo provocata da un laccio di nylon stretto intenzionalmente fino a penetrargli nella carne.

Il micio, un esemplare tigrato di meno di un anno, è ora in cura presso l’Associazione Amici di Zampa, che ha immediatamente sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri.
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Il salvataggio

Da tempo alcuni residenti segnalavano la presenza di un gatto molto spaventato che portava al collo una “cosa verde strana”. Il 18 febbraio, grazie alla determinazione di una volontaria e all’utilizzo di una gabbia trappola, l’animale è stato finalmente messo in sicurezza.

La visita veterinaria ha rivelato una realtà agghiacciante: quel frammento verde era un laccio di nylon, di quelli comunemente usati per legare le piante, stretto così forte da aver provocato una lesione profonda. Il cordino si era letteralmente conficcato nella pelle del piccolo felino.

Il percorso di guarigione

Il gatto è stato immediatamente sedato per consentire la rimozione del laccio e ha iniziato una terapia antibiotica per prevenire infezioni. Le condizioni fisiche sono in miglioramento, ma resta il trauma psicologico.

«Il micio è fondamentalmente buono ed ha iniziato a fare le fusa al solo guardarlo, ma non si lascia ancora toccare», spiegano i volontari, sottolineando come la fiducia dell’animale sia stata spezzata da un gesto di deliberata crudeltà.

Un precedente che preoccupa

L’associazione evidenzia con amarezza che non si tratta di un caso isolato. In passato, un’altra gattina era stata trovata in condizioni simili: anche in quel caso l’animale era riuscito a guarire ed era stato poi adottato. Resta però forte l’inquietudine per episodi definiti frutto di «ignoranza e crudeltà».

Una volta completato il percorso di recupero, per il piccolo inizierà la ricerca di una famiglia speciale, capace di offrirgli pazienza, affetto e sicurezza per lasciarsi alle spalle questa terribile esperienza.

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