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Intervento miracoloso salva mamma e neonato alla 35ma settimana

Equipe piemontese congiunta e di altissimo profilo compie l’impresa.

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Intervento miracoloso salva mamma e neonato alla 35ma settimana. Equipe piemontese congiunta e di altissimo profilo compie l’impresa.

Intervento miracoloso salva mamma e neonato alla 35ma settimana

Un’operazione ai limiti della scienza, una corsa contro il tempo e contro uno dei rischi ostetrici più temuti. A Torino un’équipe congiunta degli ospedali Ospedale Sant’Anna e Ospedale Molinette ha salvato una mamma di 38 anni e il suo bambino, nato alla 35ma settimana di gestazione. Un intervento complesso e altamente specialistico che ha trasformato una situazione potenzialmente drammatica in una storia a lieto fine.

Il piccolo Riccardo è venuto al mondo con un peso di 2.760 grammi. Cinque giorni dopo, insieme alla madre Eleonora, residente a Leini, ha lasciato l’ospedale in buone condizioni. Un epilogo tutt’altro che scontato, reso possibile solo grazie a una straordinaria sinergia tra professionisti di altissimo livello, capaci di coordinarsi con precisione millimetrica in ogni fase del percorso.
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La diagnosi: una delle condizioni più pericolose in ostetricia

Eleonora era alla terza gravidanza, dopo due precedenti parti cesarei. Un elemento che già rappresentava un fattore di rischio. Gli specialisti del centro di ecografia del Sant’Anna hanno individuato una placenta previa centrale con sospetto accretismo: la placenta si era impiantata in posizione anomala e mostrava segni di adesione profonda alla parete uterina.

A 28 settimane la situazione si è aggravata: la diagnosi è diventata placenta percreta, una forma rara e gravissima in cui il tessuto placentare invade in profondità gli organi circostanti. In questi casi il pericolo principale è rappresentato da emorragie massicce e incontrollabili, che possono mettere a rischio la vita della madre e del bambino.

Il piano: cesareo e isterectomia in un’unica, delicatissima operazione

La paziente è stata presa in carico dall’ostetricia e ginecologia . La risonanza magnetica ha confermato l’estensione del percretismo fino alla cupola vescicale e al parametrio sinistro, rendendo necessario un intervento programmato alla 35ma settimana: parto cesareo seguito da isterectomia.

A complicare ulteriormente il quadro, le aderenze dovute ai precedenti interventi chirurgici, soprattutto a livello della vescica. Ma dopo la nascita di Riccardo, il gonfiaggio controllato dei dispositivi ha ridotto drasticamente l’afflusso di sangue all’utero, permettendo ai chirurghi di operare in maggiore sicurezza e limitando le perdite ematiche, in gran parte recuperate e reinfuse.

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