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Intervento record alle Molinette: salvato un quarantenne con un filo elettrificato

Una procedura mininvasiva estremamente delicata ha permesso di ripristinare il flusso di sangue verso reni e intestino.

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Una fase di un'operazione

Un quarantenne affetto da sindrome di Marfan è stato salvato all’ospedale Molinette di Torino grazie a due delicati interventi sull’aorta, il secondo dei quali eseguito con una tecnica utilizzata per la prima volta con successo in Italia su un paziente con questa patologia genetica. L’uomo era arrivato in condizioni estremamente gravi per una dissezione aortica estesa.

Il primo intervento è stato eseguito dall’équipe di cardiochirurgia guidata da Mauro Rinaldi. I medici hanno riparato le valvole aortica e mitrale e sostituito l’aorta ascendente e l’arco aortico. L’operazione ha messo in sicurezza il cuore, ma la dissezione continuava a compromettere l’afflusso di sangue a reni e intestino.

Il filo elettrificato apre la strada al sangue

A quel punto l’équipe di chirurgia vascolare universitaria diretta da Fabio Verzini ha scelto una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata. Attraverso le arterie dell’inguine, i medici hanno raggiunto dall’interno la membrana formatasi nell’aorta, evitando un intervento chirurgico aperto particolarmente rischioso.

Sotto controllo radiologico, un sottilissimo filo metallico elettrificato ha inciso progressivamente il setto che separava i due canali creati dalla dissezione. In questo modo è stato ripristinato il corretto passaggio del sangue verso gli organi. La procedura è stata effettuata da Verzini e Matteo Ripepi con Andrea Discalzi della radiologia universitaria.

A casa dopo appena tre giorni

L’intervento era particolarmente complesso perché la sindrome di Marfan rende molto fragile la parete dell’aorta, aumentando il rischio di rottura. La procedura è stata pianificata anche attraverso una collaborazione scientifica con il centro di Houston diretto da Gustavo Oderich.

Il risultato è stato positivo e il recupero molto rapido: appena tre giorni dopo l’intervento il quarantenne ha potuto lasciare le Molinette senza necessità di riabilitazione.
Foto d’archivio

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