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Incendio in Valsessera, una battaglia su cinque fronti

I vigili del fuoco fanno il punto sulle operazioni: presidi al Cavallero, a Noveis e alle Piane. Canadair ed elicottero regionale in azione.

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Prosegue con un imponente schieramento di uomini e mezzi la lotta contro l’incendio in alta Valsessera. Questa mattina, lunedì 10 agosto, i vigili del fuoco di Biella hanno fornito un aggiornamento dettagliato delle operazioni in corso: squadre a terra sono distribuite su cinque punti strategici tra il santuario del Cavallero, cascina Gatti, Alpe Noveis e la frazione Le Piane. C’è poi tutta la parte che si rivolge alla vallata dello Strona, verso Postua mentre dall’alto stanno operando un Canadair e un elicottero regionale.

L’obiettivo è contenere i diversi fronti e impedire che le fiamme raggiungano nuove aree boschive e strutture.

Il Cavallero resta uno dei punti più delicati

Particolare attenzione continua a essere riservata alla zona del santuario del Cavallero, già seriamente minacciato durante il fine settimana. Secondo l’aggiornamento delle 10 dei vigili del fuoco, l’incendio sta scendendo dal versante nord-occidentale e si è sviluppato sul lato occidentale del rio del Cavallero.

Un presidio è stato quindi mantenuto direttamente nella zona del santuario per contrastare l’avanzata delle fiamme. Un secondo punto operativo è stato allestito a cascina Gatti: da qui le squadre stanno procedendo verso il fronte in direzione del Cavallero, affrontando il fuoco anche manualmente con pale e battifuoco.

Difesa della strada verso Alpe Noveis

Un altro settore particolarmente importante è quello di Alpe Noveis. Un presidio è stato predisposto nei pressi del ristorante, mentre altre squadre si muovono lungo la strada comunale di via Piana. Qui l’obiettivo è molto preciso: impedire che il fronte riesca a superare la strada e possa quindi propagarsi ulteriormente.

Le operazioni interessano anche Piana delle Volpi e proseguono con il supporto del Canadair e dell’elicottero regionale. I mezzi aerei rappresentano ancora una volta un aiuto fondamentale soprattutto nei punti più ripidi e difficilmente raggiungibili dagli operatori impegnati a terra.

Due fronti minacciano le pinete sopra le Piane

Squadre schierate anche lungo i sentieri poco sopra la frazione Piane, dove sono stati individuati due fronti prossimi alle pinete. In questo settore l’attacco viene condotto direttamente da terra utilizzando pale e atomizzatori, nel tentativo di impedire alle fiamme di raggiungere la vegetazione maggiormente a rischio.

Il lavoro sui diversi punti conferma quanto l’incendio rimanga articolato e difficile da affrontare. Non esiste infatti un unico fronte sul quale concentrare tutte le forze: uomini e mezzi devono contemporaneamente difendere strutture e strade, contenere le fiamme nei boschi e controllare le possibili ripartenze nelle aree già percorse dal fuoco.

Oltre 40 uomini impegnati sul terreno

Consistente lo schieramento comunicato dai vigili del fuoco. Sono operative 25 unità dei vigili del fuoco: 12 provenienti dalla sede centrale di Biella, quattro dai distaccamenti volontari di Cossato e Valdilana, tre dal comando di Asti e sei dal comando di Torino. A disposizione ci sono inoltre sei autobotti, sei campagnole e cinque moduli boschivi.

A queste forze si aggiungono 20 volontari Aib con otto mezzi antincendio e un CoAib, oltre a due operatori del Coordinamento della protezione civile di Biella con un’autobotte. Le operazioni vengono condotte con l’ausilio del personale Dos, il Direttore operazioni di spegnimento, incaricato di coordinare gli interventi sul rogo.

Una settimana esatta dall’inizio dell’incendio

L’aggiornamento arriva a una settimana esatta dall’inizio dell’emergenza. Il vasto incendio era scoppiato intorno a mezzogiorno di lunedì scorso, dopo che un fulmine aveva colpito la zona della Punta delle Camosce. Da allora il fuoco si è propagato su più versanti, minacciando rifugi, baite, alpeggi e lo stesso santuario del Cavallero.

Resta inoltre aperto il fronte sull’altro versante, verso la valle dello Strona sopra Postua. Dopo sette giorni di interventi, quindi, la battaglia continua: questa volta con un dispositivo a terra particolarmente capillare per cercare di chiudere progressivamente i diversi fronti dell’incendio.

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