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Novara, intervento ad alta complessità su un tumore raro

Il paziente è tornato a nutrirsi normalmente dopo mesi di calvario.

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Novara, intervento ad alta complessità su un tumore raro. Il paziente è tornato a nutrirsi normalmente dopo mesi di calvario.

Novara, intervento ad alta complessità su un tumore raro

Un intervento chirurgico di altissima complessità è stato portato a termine con successo all’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, restituendo una prospettiva di vita normale a un paziente di 76 anni affetto da una rara forma tumorale del mediastino posteriore.

L’uomo era arrivato in ospedale in condizioni cliniche critiche, segnate da gravi difficoltà di deglutizione che, nel corso dei mesi, avevano causato un importante calo di peso e uno stato avanzato di malnutrizione. A complicare ulteriormente il quadro era la presenza di una patologia neurologica cronica, la miastenia gravis, in grado di compromettere la forza muscolare e le funzioni respiratorie e deglutitorie.
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La scoperta del tumore

Gli esami radiologici ed endoscopici hanno rivelato un voluminoso sarcoma, tumore di rarissima istologia, localizzato nel mediastino posteriore. La massa, estesa per circa 12 centimetri sopra il diaframma, si sviluppava da un cavo pleurico all’altro, avvolgendo completamente l’esofago e rendendo impossibile il normale passaggio degli alimenti.

Di fronte a una situazione così delicata, è stato pianificato un intervento altamente specialistico, eseguito da un’équipe multidisciplinare guidata dal professor Sergio Gentilli, direttore della Chirurgia generale 1 dell’Azienda ospedaliera universitaria di Novara e della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale dell’Università del Piemonte orientale, in stretta collaborazione con la Chirurgia toracica diretta dal professor Ottavio Rena.

La complessa operazione

L’operazione ha previsto un complesso accesso toracico bilaterale per l’asportazione completa del tumore e del tratto distale dell’esofago, seguito da una ricostruzione del canale digerente tramite la trasposizione dello stomaco nel torace. A una settimana dall’intervento, i controlli hanno confermato la perfetta riuscita della procedura: il paziente ha potuto riprendere ad alimentarsi per bocca ed è prossimo alla dimissione.

Un risultato che conferma l’Aou “Maggiore della Carità” e l’Università del Piemonte Orientale come centri di riferimento per il trattamento delle patologie oncologiche rare e complesse, grazie a un modello basato sull’integrazione delle competenze e sul lavoro di squadra.

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