Seguici su

AttualitàFuori zona

Il piccolo Yasser ha fretta di nascere: parto in auto con scorta della polizia locale

Gli agenti aprono un varco nel traffico fino all’ospedale di Novara.

Pubblicato

il

Il piccolo Yasser ha fretta di nascere: parto in auto con scorta della polizia locale. Gli agenti aprono un varco nel traffico fino all’ospedale di Novara.

Il piccolo Yasser ha fretta di nascere: parto in auto con scorta della polizia locale

Una corsa contro il tempo, tra traffico e sirene spiegate, che si è conclusa con un lieto fine. Protagonisti una giovane coppia e gli agenti della polizia locale di Novara, intervenuti con prontezza per consentire l’arrivo in ospedale nel più breve tempo possibile. Lo riporta il Corriere di Novara.

È accaduto l’altra mattina . In largo Bellini erano in corso alcuni lavori stradali che stavano creando rallentamenti e code. Proprio in quel momento, un’auto con a bordo una donna in travaglio e il marito, diretta al reparto di Ostetricia dell’ospedale cittadino, si è ritrovata bloccata nel traffico a meno di un chilometro dalla meta.

L’intervento degli agenti

Resisi conto della situazione di estrema urgenza, gli agenti presenti per la gestione della viabilità sono intervenuti . Attivati i dispositivi luminosi e sonori di emergenza, hanno aperto un corridoio tra le vetture incolonnate e preso in scorta l’auto della coppia. La pattuglia ha accompagnato il mezzo anche in contromano, superando i blocchi causati dal cantiere e garantendo un passaggio rapido fino all’ingresso del pronto soccorso.

Ma il piccolo aveva fretta di nascere. L’arrivo in ospedale è coinciso praticamente con il momento del parto: Yasser, 2 chili e 800 grammi, è venuto alla luce direttamente nell’abitacolo dell’auto, tra le braccia della mamma, sotto gli occhi emozionati del padre e degli stessi agenti intervenuti.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *