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Sconcerto nella sanità piemontese: morto a 46 anni il radiologo di Candiolo

Riccardo Faletti era anche docente all’Università degli Studi di Torino.

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Sconcerto nella sanità piemontese: morto a 46 anni il radiologo di Candiolo. Riccardo Faletti era anche docente all’Università degli Studi di Torino.

Sconcerto nella sanità piemontese: morto a 46 anni il radiologo di Candiolo

Lutto nel mondo sanitario e accademico: nella notte tra il 27 e il 28 aprile è scomparso Riccardo Faletti, direttore dell’unità di radiodiagnostica dell’Istituto di Candiolo, noto nell’ambito delle malattie oncologiche e punto di riferimento per tutto il Piemonte e oltre. Il profesionista aveva 46 anni. Al momento non sono state rese note le cause del decesso.

Professionista di grande esperienza e docente universitario, Faletti insegnava anche radiologia all’Università degli Studi di Torino, dove era apprezzato non solo per le competenze scientifiche ma anche per le doti umane. Colleghi e studenti ne ricordano la disponibilità, il rigore e la forte attenzione nei confronti dei pazienti.

Uno studioso e ricercatore

Nato nel 1979, dopo il diploma ad Asti si era laureato a Torino nel 2004. Il suo percorso professionale lo aveva portato a maturare esperienze anche nel settore privato, fino a ricoprire incarichi di responsabilità nella radiologia universitaria dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni Battista. Nel corso degli anni aveva inoltre firmato numerosi lavori scientifici e preso parte a progetti di ricerca.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità medica piemontese e tra quanti hanno avuto modo di conoscerlo e collaborare con lui.

Il cordoglio di Candiolo

L’Istituto di Candiolo Irccs e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo si stringono con affetto intorno alla famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il loro saluto, nel ricordo del direttore sanitario dell’istituto, il dottor Piero Fenu.

«È difficile accettare una perdita così improvvisa. Solo ieri Riccardo era con noi, con la lucidità, l’energia e l’acume che lo hanno sempre contraddistinto. La sua scomparsa lascia incredulità e un vuoto profondo. Abbiamo perso un grandissimo professionista, protagonista dell’evoluzione della radiodiagnostica e dell’imaging cardiologico. Ma ancora più grande era il valore dell’uomo: modestia, generosità, lealtà e disponibilità ne hanno fatto un esempio autentico della missione del nostro Istituto. I suoi insegnamenti e i suoi valori resteranno con noi».

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