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Siccità senza tregua, Coldiretti chiede lo stato di emergenza per salvare i raccolti

Coinvolti 22 Comuni del Vercellese: aziende agricole in difficoltà tra caldo estremo, pascoli compromessi e carenza d’acqua.

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La perdurante assenza di piogge e le temperature eccezionalmente elevate stanno mettendo in seria difficoltà l’agricoltura del Vercellese. Per questo Coldiretti Vercelli-Biella ha inviato una comunicazione a 22 Comuni del territorio chiedendo di avviare le procedure per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, così da garantire sostegni alle aziende agricole colpite.

L’iniziativa riguarda i Comuni a maggiore vocazione agricola, chiamati a valutare l’avvio dell’iter previsto dalla normativa. L’obiettivo è consentire alle imprese di accedere agli strumenti straordinari di aiuto, indispensabili per affrontare una stagione che rischia di lasciare pesanti conseguenze economiche.

Produzioni sempre più in crisi

Le conseguenze della siccità sono già evidenti. Prati e pascoli hanno subito perdite stimate fino all’80 per cento, con gravi ripercussioni sulla disponibilità di foraggio per gli allevamenti. Anche il mais registra forti cali produttivi, mentre le coltivazioni di soia seminate in tarda primavera hanno risentito del caldo intenso già nelle prime fasi di crescita.

Situazione particolarmente delicata anche nella Baraggia vercellese, dove la ridotta portata del fiume Sesia sta creando difficoltà al comparto risicolo. Un quadro che alimenta le preoccupazioni degli agricoltori, alle prese con una delle estati più difficili degli ultimi anni.

La richiesta di interventi strutturali

Oltre alla domanda di riconoscimento dello stato di calamità, Coldiretti torna a chiedere investimenti per rendere più efficiente la gestione delle risorse idriche. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della rete, la riduzione delle dispersioni e la realizzazione di nuovi invasi capaci di accumulare acqua nei periodi più favorevoli.

Secondo l’associazione, senza interventi rapidi il comparto agricolo rischia di affrontare una crisi ancora più pesante nei prossimi mesi, con effetti diretti sulla produzione e sulla sostenibilità economica delle aziende del territorio.

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