AttualitàFuori zona
Vercelli piange il colonnello dei carabinieri che aveva scelto la città come casa
Fulvio Maraviglia, ex comandante della Compagnia, si è spento a 68 anni dopo una lunga malattia. Mercoledì i funerali in duomo.
Vercelli dice addio a Fulvio Maraviglia, colonnello dei carabinieri ed ex comandante della Compagnia cittadina, scomparso all’età di 68 anni. Nato a Firenze, aveva scelto proprio Vercelli come città in cui vivere dopo il suo arrivo nel 1999. I funerali saranno celebrati mercoledì 10 giugno alle 11.30 nel Duomo di Vercelli, mentre il Rosario si terrà martedì 9 giugno alle 17.30 nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra quanti lo avevano conosciuto nel corso della sua lunga carriera nell’Arma e nella vita cittadina. Uomo riservato ma sempre presente, Maraviglia era diventato negli anni un volto familiare e stimato, apprezzato non soltanto per il servizio svolto nelle istituzioni ma anche per il forte legame costruito con il territorio vercellese.
Una carriera al servizio delle istituzioni
Prima dell’esperienza vercellese, Fulvio Maraviglia aveva guidato la Compagnia di Luino dal 1996 al 1999, distinguendosi per professionalità e capacità umane. Proprio in quegli anni aveva saputo conquistare la stima della comunità locale e dei colleghi con cui aveva condiviso il servizio quotidiano. Terminato quell’incarico, era arrivato a Vercelli per assumere il comando della Compagnia carabinieri.
La sua carriera si era poi conclusa a Novara, dove aveva raggiunto il grado di colonnello dopo essere stato tenente colonnello. Un percorso lungo e prestigioso, segnato anche dal conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un riconoscimento che aveva premiato anni di impegno al servizio dello Stato e dei cittadini.
L’amore per Vercelli e la passione per la cultura
Insieme alla moglie Donatella Petrucci, Maraviglia aveva scelto di mettere radici a Vercelli acquistando una casa e costruendo qui la propria vita dopo gli anni trascorsi in diverse città del Nord Italia. Nonostante le origini fiorentine, si era profondamente affezionato alla città e partecipava spesso alle iniziative culturali organizzate sul territorio.
Tifoso della Fiorentina e grande appassionato di lettura, in particolare di romanzi gialli, continuava a vivere con entusiasmo le proprie passioni nonostante la malattia con cui conviveva da anni. Non aveva mai rinunciato ai viaggi, agli incontri con gli amici e alla voglia di restare vicino alla vita quotidiana. Oggi lascia la moglie Donatella, il figlio Federico con la moglie Silvia, il nipote Riccardo e tanti familiari e amici che ne ricordano il valore umano e professionale. Lo riporta Prima Vercelli.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

