AttualitàGattinara e dintorni
Per la Pedemontana si prende il materiale dal Sesia
Con questo ultimo passaggio l’opera può partire: cantiere atteso in primavera.
Per la Pedemontana si prende il materiale dal Sesia. Con questo ultimo passaggio l’opera può partire: cantiere atteso in primavera.
Per la Pedemontana si prende il materiale dal Sesia
I materiali per costruire l’ultimo tratto della Pedemontana saranno reperiti anche nell’area del fiume Sesia, tra Ghislarengo e Arborio. È questo uno degli elementi centrali dell’aggiornamento del Piano di reperimento e gestione dei materiali litoidi approvato dalla giunta regionale del Piemonte per la realizzazione della Pedemontana Piemontese.
L’opera collegherà l’A4 Torino-Milano – all’altezza di Santhià, Biella e Gattinara – con l’A26 Genova Voltri-Gravellona in località Ghemme, configurandosi come un’infrastruttura strategica per il quadrante nord-orientale del Piemonte e per il collegamento diretto delle province di Biella, Vercelli e Novara con le principali arterie autostradali del Nord-Ovest. L’obiettivo è avviare il cantiere vero e proprio entro la primavera di quest’anno.
Un fabbisogno di oltre 3 milioni di metri cubi
Per la realizzazione dell’opera è previsto un fabbisogno complessivo di circa 3,2 milioni di metri cubi di materiali litoidi. L’aggiornamento del Piano adegua il documento al progetto esecutivo e definisce come verranno reperiti, gestiti e utilizzati sia i materiali da costruzione sia quelli derivanti dagli scavi.
I materiali saranno prelevati principalmente da cave già autorizzate e da siti selezionati secondo criteri di prossimità ai cantieri, operatività, compatibilità ambientale e riduzione degli impatti sul territorio. Nel complesso, i siti individuati garantiscono una disponibilità superiore ai 3,5 milioni di metri cubi, distribuiti tra impianti attivi nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola.
Escavazioni nella golena del Sesia
Elemento di rilievo è l’individuazione di un ulteriore sito nell’area della golena del Sesia (vale a dire la zona di terreno compresa fra il letto di magra l’argine). In tal senso, l’escavazione non avrà soltanto la funzione di fornire materiale utile ai cantieri, ma consentirà anche la laminazione delle piene del fiume, con un potenziale beneficio in termini di sicurezza idraulica per il territorio.
Circa il 15 per cento del fabbisogno sarà coperto da aggregati riciclati, mentre oltre 277 mila metri cubi di terre e rocce da scavo saranno riutilizzati direttamente in cantiere come sottoprodotto, secondo la normativa nazionale vigente. I materiali restanti saranno gestiti nel rispetto delle disposizioni in materia, con sistemi di tracciabilità e controlli ambientali puntuali.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

