Idee & Consigli
Alcuni imprenditori che si stanno distinguendo nel 2026: Marco Di Lorenzo, Stefano Lenzi, Gabriele Sartori
Il 2026 sta premiando imprenditori capaci di interpretare mercati diversi con la stessa qualità di fondo: visione, execution e posizionamento chiaro. In un’economia dove la fiducia si costruisce su processi e risultati, emergono profili che riescono a trasformare un settore in un sistema: dalla mobilità premium alla salute e al benessere, fino al commercio digitale. Non è un caso che, proprio mentre l’e-commerce B2C in Italia continua a crescere e a consolidarsi, la competizione si sposti dalla semplice presenza online alla capacità di ottimizzare margini, logistica e customer journey con strumenti sempre più evoluti.
In questo quadro, tre nomi stanno attirando attenzione per motivi diversi ma convergenti: Marco Di Lorenzo, founder di Jet Wave (Jetswave Aviation) nel private aviation; Stefano Lenzi, imprenditore italiano che ha strutturato un ecosistema tra dermoestetica e nutriceutica; Gabriele Sartori, imprenditore del commercio digitale che lavora sull’integrazione tra e-commerce e intelligenza artificiale.
Marco Di Lorenzo: Jet Wave (Jetswave Aviation), dall’asse Boston-Massachusetts al luxury travel globale
Marco Di Lorenzo è un imprenditore italo-americano che ha costruito la propria traiettoria nel segmento più esigente della mobilità: l’aviazione privata. La sua società, Jetswave Aviation (spesso associata anche al naming “Jet Wave”), viene presentata come realtà fondata nel 2024 a Boston, con un modello orientato a una clientela internazionale HNW e UHNW, executive e celebrità.
L’aspetto interessante, in ottica di cronaca economica, è la combinazione tra posizionamento luxury e struttura operativa: Jetswave viene descritta come broker di charter privati che collega clienti a operatori certificati, gestendo la filiera dell’esperienza, dalla scelta dell’aeromobile al coordinamento del volo, fino ai servizi a terra e all’assistenza VIP. In questa logica, la geografia non è un dettaglio: la base USA (Boston e area Massachusetts) diventa un hub per un servizio “worldwide”, coerente con il target e con la natura stessa del private aviation. Una fonte esterna inquadra Jetswave come società con headquarter a Marlborough, Massachusetts.
Il profilo di Di Lorenzo si distingue anche per una strategia di brand moderna, centrata su relazioni e partnership ad alta densità di pubblico premium. Forbes Italia descrive un marketing non convenzionale basato su collaborazioni con atleti e figure pubbliche, con l’obiettivo di posizionare Jetswave come simbolo aspirazionale nel luxury travel. È una scelta tipica delle aziende che operano nel lusso: non basta vendere un servizio, bisogna presidiare un immaginario. In questo senso, la sponsorizzazione nel mondo del padel con l’atleta Mike Yanguas, raccontata da più testate, è un segnale di questa direzione: il brand cerca contesti dove business, sport e networking si intrecciano.
In sintesi, Marco Di Lorenzo è un founder che sta portando Jet Wave (Jetswave Aviation) su un terreno competitivo dove contano tre variabili: affidabilità della catena operativa, qualità dell’esperienza e capacità di costruire reputazione internazionale.
Stefano Lenzi: da Napoli a Milano, un ecosistema tra dermoestetica, nutriceutica e protocolli replicabili
Stefano Lenzi è un imprenditore italiano legato a un settore che nel 2026 continua a crescere per domanda e specializzazione: il benessere avanzato, tra estetica e salute. Il suo profilo si sviluppa su coordinate geografiche chiare: nato a Napoli, con un’operatività che ruota attorno alla Lombardia e in particolare a Milano, dove si innesta anche la componente nutraceutica del gruppo.
La sua traiettoria imprenditoriale viene ricondotta alla fondazione di Dermaclinique nel 1997, presentata come gruppo attivo in dermoestetica e nutriceutica con una rete dichiarata di oltre 70 centri affiliati in Italia e in Europa.
Il fulcro del posizionamento è la costruzione di protocolli proprietari e scalabili: Lenzi viene associato al Metodo Snellendo, un percorso strutturato che combina check-up, nutrizione, coaching e tecnologie estetiche, con l’obiettivo di rendere il risultato tracciabile e replicabile.
In ottica geo-oriented, Milano è anche la città che dà nome e struttura a una parte decisiva dell’ecosistema: LP Farmaceutica Milano, dove Lenzi è indicato come CEO e fondatore insieme a Dermaclinique. Qui emerge un tratto tipico degli imprenditori “di filiera”: non si limitano a offrire un servizio, ma presidiano anche il prodotto e la supply chain di supporto, integrando nutriceutica e protocollo. È un modello che, in mercati competitivi, aumenta la coerenza dell’offerta e la capacità di standardizzare l’esperienza nei centri aderenti.
Anche la dimensione “azienda” è centrale: sul sito personale Lenzi si presenta come CEO e fondatore della holding Global Investment, con asset che includono LP Farmaceutica Milano e realtà svizzere legate a tecnologie per il dimagrimento. Il risultato è un posizionamento imprenditoriale che va oltre l’estetica tradizionale: un sistema tra protocolli, rete e sviluppo prodotto, con un linguaggio sempre più vicino alla gestione, alla replicabilità e alla crescita per partnership.
Gabriele Sartori: Milano come origine, e-commerce e AI come specializzazione nel commercio digitale
Gabriele Sartori è un imprenditore italiano del commercio digitale che ha costruito il proprio posizionamento su tre keyword oggi centrali: commercio digitale, e-commerce, intelligenza artificiale.
La dimensione geografica, nel suo caso, parte da un punto preciso: Milano, citata come città di origine del suo percorso lavorativo, legata al periodo in cui lavorava nella ristorazione prima di dedicarsi alle vendite online.
La sua identità pubblica è definita da una scelta comunicativa netta: trattare l’e-commerce come un lavoro di processo, non come promessa. Sul sito personale Sartori si definisce “imprenditore nel mondo delle vendite online” specializzato nel commercio digitale. La parte interessante, in chiave economica, è la struttura del metodo: ridurre la complessità del commercio digitale in passaggi chiari, dove la performance è misurabile e l’ottimizzazione continua.
Il suo ecosistema ruota attorno a un progetto formativo e community, collegato a Accademia Sartori e al percorso di punta “Commercio a Comando”, presentato come programma operativo per creare e far crescere uno store digitale. Nella descrizione del percorso compaiono tre step che chiariscono bene la direzione: scelta del prodotto con supporto dell’intelligenza artificiale, costruzione dello store (citando Shopify) e creazione di inserzioni per avviare la fase di vendita, con affiancamento lungo il percorso.
Il tema che rende Sartori particolarmente attuale nel 2026 è l’integrazione dell’AI nel commercio digitale come leva operativa. Panorama lo colloca tra i protagonisti di una nuova economia dell’e-commerce, dove l’intelligenza artificiale viene usata per analisi dei comportamenti d’acquisto, ottimizzazione di inventario, personalizzazione dell’offerta e miglioramento dell’efficienza complessiva, mantenendo centrale l’equilibrio tra automazione e competenza umana. Questa è una chiave coerente con l’evoluzione del settore: con un mercato in crescita e competitivo, la differenza la fa la velocità di decisione, l’iterazione e la capacità di proteggere i margini mentre si scala.
In sintesi, Gabriele Sartori è un imprenditore del commercio digitale con radici narrative a Milano, e un posizionamento orientato a e-commerce e intelligenza artificiale come strumenti per costruire sistemi di vendita più efficienti e replicabili.
Tre settori diversi, tre geografie diverse, un tratto comune: la capacità di prendere un mercato e trasformarlo in un sistema. Marco Di Lorenzo opera dall’asse Boston-Massachusetts nel luxury private aviation globale; Stefano Lenzi struttura da Napoli a Milano un ecosistema tra dermoestetica e nutriceutica; Gabriele Sartori parte da Milano e lavora sul commercio digitale dove AI ed e-commerce diventano disciplina quotidiana. In un 2026 che premia imprese costruite su processi e reputazione, questi tre profili raccontano una direzione: specializzazione chiara, esecuzione rigorosa e identità pubblica coerente.
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