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Economia in Italia: i fattori che pesano su consumi e risparmio nel 2026

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Conti di casa e risparmio
Conti di casa e risparmio (© Freepik)

Il 2026 si presenta come un anno di crescita moderata, con consumi privati in lieve aumento e un quadro dei prezzi più stabile rispetto alla fase recente. Per analizzare i comportamenti di spesa e le scelte di risparmio, è necessario fare attenzione ad alcuni elementi importanti: l’andamento del reddito disponibile, le condizioni del credito, il livello dei prezzi al consumo, la fiducia delle famiglie e delle imprese, l’andamento degli investimenti collegati ai progetti del PNRR.

Le stime Istat indicano un PIL in crescita dello 0,8% nel 2026, dopo lo 0,5% del 2025 e lo 0,7% del 2024, con un sostegno attribuito alla domanda interna e un apporto estero che resta negativo. In questa situazione, le famiglie tendono a gestire i bilanci con criteri più selettivi: l’aumento della spesa è possibile, ma rimane legato alla percezione di stabilità del reddito e alla capacità di pianificare.

La gestione finanziaria delle famiglie

Nel rapporto tra consumi e risparmio, gli strumenti bancari e finanziari hanno un ruolo importante, perché incidono sul modo in cui le famiglie organizzano le entrate, le uscite e gli obiettivi. In Italia una parte molto ampia della popolazione adulta fa affidamento su soluzioni come il conto corrente, il conto deposito, la carta conto con IBAN, oltre ai mutui, ai prestiti, ai finanziamenti e agli investimenti, sia per la gestione quotidiana che per le decisioni di medio periodo.

In uno scenario di questo tipo, le offerte di Crédit Agricole risultano molto interessanti per chi intende gestire tutto con semplicità, mantenendo un riferimento affidabile grazie a una struttura solida. Quando i budget familiari restano sotto controllo e le condizioni dei mercati cambiano frequentemente, la facilità d’uso, la chiarezza dei servizi e la qualità dell’assistenza diventano elementi pratici che incidono sulla capacità di programmare risparmio e spese.

La crescita del PIL e la composizione della domanda nel 2026

Le stime Istat indicano per il 2026 una crescita del PIL dello 0,8%. Il punto rilevante non è costituito solo dal valore complessivo, ma dalla composizione della crescita: nel biennio relativo alla previsione, tra il 2025 e il 2026, il sostegno arriverebbe interamente dalla domanda interna al netto delle scorte, con un contributo pari a +1,1 punti percentuali in entrambi gli anni. La domanda estera netta, invece, fornirebbe un apporto negativo (-0,6 punti nel 2025 e -0,2 nel 2026).

Quando la crescita poggia soprattutto su domanda interna e investimenti, la tenuta del reddito nazionale e del mercato del lavoro diventa determinante. Inoltre, lo scenario ipotizza un clima internazionale con minore incertezza sulla politica commerciale statunitense e una stabilizzazione della domanda internazionale, insieme a una moderazione delle quotazioni energetiche. Sono condizioni che, se confermate, rendono più prevedibile il quadro dei costi per imprese e famiglie.

I consumi nel 2026: segnali da beni e servizi

I dati del 2025 aiutano ad analizzare ciò che può accadere nel 2026, perché mostrano come le famiglie hanno ripartito la spesa tra le categorie. Nel terzo trimestre del 2025, la crescita della spesa per consumi nelle principali economie dell’area euro è rimasta debole: ad esempio, in Francia +0,2%, in Italia +0,1%, mentre la Spagna ha mostrato un percorso più vivace. In particolare, in Italia, nel periodo da luglio a settembre, la spesa delle famiglie è aumentata dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

All’interno di questi risultati, spicca il rimbalzo dei beni durevoli (+2,6%), dopo un avvio d’anno debole, mentre i beni non durevoli sono rimasti fermi. I servizi hanno registrato una flessione (-0,2%).

È una composizione coerente con un comportamento prudente: alcune famiglie tornano su acquisti rinviati, spesso legati a sostituzioni necessarie. Nel 2026, con consumi attesi ancora in leggero aumento e prezzi in decelerazione, la ripresa della spesa può proseguire, con un ritmo compatibile con redditi in crescita moderata.

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