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I viaggi nel 2026: le nuove tendenze dalla natura alle vacanze a tappe

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Valigia da viaggio (© Depositphotos)
Valigia da viaggio (© Depositphotos)

Proiettandoci con la fantasia al 2026, possiamo iniziare a immaginarci il mondo dei viaggi nell’anno a venire, delineando trend e rafforzando tendenze fiorite in queste ultime stagioni.

Dalle vette alpine al caldo delle isole minori, i viaggiatori italiani ed europei sembrano volersi discostare dal vecchio concetto di “partire”, orientandosi verso percorsi capaci di unire natura, cultura, lentezza e autenticità. I numeri confermano che il turismo sta cambiando non solo a livello quantitativo ma soprattutto in termini qualitativi.

Viaggi più lenti, autentici e naturali

Secondo alcuni dati recenti, il 78% dei viaggiatori considererebbe una vacanza in alta quota anche fuori stagione, motivato dal desiderio di “respirare aria pulita” (57%) e di “trovare pace e silenzio” (56%).

Sembra che la maggior parte degli italiani abbia bisogno di entrare in contatto con la natura, per riscoprire uno stile di vita più lento: così, lo slow travel potrebbe diventare il modello dominante.

Il trend, definito anche “Slow Silence”, si concretizza in viaggi rigeneranti immersi nel verde, lontani dal rumore urbano. L’idea non è spostarsi necessariamente migliaia di chilometri da casa, ma allungare la vacanza, cercando di entrare in relazione con i luoghi.

In parallelo, i dati ISTAT sul primo trimestre 2025 mostrano che i flussi turistici sono rimasti stabili (+0,4% di presenze) ma stanno cambiando a livello qualitativo: incrementa la permanenza media e la richiesta di esperienze nuove, mentre calano i soggiorni brevi mordi-e-fuggi.

Il ritorno dei viaggi con più fermate

La formula del “multi-stop trip” (l’itinerario a tappe, che ci si sposti in auto, treno o camper) conquista terreno tra chi vuole unire natura e cultura. Il turista del 2026 cerca vacanze “che sembrino meno una fuga dalla routine e più un’espressione della propria personalità”. L’itinerario tipico prevede da 3 a 5 tappe in media in un unico viaggio: molto gettonate le visite fra borghi, riserve naturali e città d’arte minori.

Questo approccio privilegia la personalizzazione e la flessibilità: si costruisce un percorso, non un pacchetto. È un viaggio in cui la pianificazione e i tanti strumenti digitali permettono di gestire itinerari, prenotazioni e pagamenti in modo flessibile.

Turismo sostenibile e rigenerativo

Il 2026 sarà anche l’anno del turismo rigenerativo, segnando un altro passo nella direzione della sostenibilità. Non basta più “non inquinare”: il viaggiatore vuole contribuire in modo positivo. Secondo l’Istituto Europeo del Turismo, le scelte dei viaggiatori in fatto di sistemazioni e mezzi di trasporto verso soluzioni a basso impatto (come agriturismi, mobilità elettrica e treni notturni) stanno crescendo a doppia cifra, trainate da Millennials e Gen Z.

Il turismo di lusso segue la stessa direzione. Secondo alcune previsioni, nel 2026 il segmento “tailor-made” (viaggi sartoriali o su misura) crescerà dell’8%, sostenuto da una voglia sempre più forte di esperienze autentiche, benessere e rispetto per l’ambiente. Boutique hotel, eco-resort e glamping diventano la norma per chi vuole vivere il territorio senza lasciare un’impronta pesante.

Esperienze ibride: tra wellness e cultura

Un altro segno dei tempi è la fusione fra benessere personale e scoperta culturale. Sessioni di yoga al tramonto nei borghi appenninici, spa naturali con laboratori di cucina locale… tutte espressioni di un modello ibrido che cerca di abbracciare benessere fisico e culturale nel 2026.

Queste esperienze cercano di rispondere al bisogno di una connessione più autentica (con sé stessi, con le altre persone e con il territorio).

Nomadi digitali e nuove forme di ospitalità

Secondo gli addetti ai lavori, il biennio 2026-2027 vedrà un incremento significativo di case vacanza e soggiorni prolungati, accompagnando la crescita del lavoro da remoto. I “nomadi digitali” sono ormai parte stabile del panorama turistico, e cercano alloggi con spazi di lavoro, connessioni stabili e affidabili (da rafforzare con VPN e altri strumenti di sicurezza), oltre agli immancabili comfort domestici.

Il mercato dell’affitto breve cerca di rispondere a questa tendenza, offrendo formule più flessibili e sostenibili. Il viaggio non finisce più dopo una settimana: può durare un mese, con diverse tappe e la costante ricerca di equilibrio tra smart working e scoperta.

Considerazioni finali

Il turismo del 2026 non è una fuga, ma una forma di ricerca. Le persone viaggiano per rigenerarsi, conoscere e lasciare un segno positivo. I 30,5 milioni di italiani che hanno viaggiato nell’estate del 2025 sono la prova che la voglia di partire non si è spenta, ma si è trasformata. L’obiettivo non è più solo “visitare”, ma vivere.

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