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Soundreef o SIAE: quale conviene per artisti, autori ed editori

Soundreef o SIAE: quale conviene per artisti, autori ed editori? Guida pratica su royalties, costi, pagamenti e differenze nella gestione dei diritti d’autore

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Soundreef o SIAE: quale scegliere per gestire i tuoi diritti d’autore (guida per artisti, autori ed editori)

Soundreef o SIAE: quale conviene davvero per artisti, autori ed editori? La scelta non dipende solo dai costi di ingresso, ma da quanto efficacemente il sistema riesce a raccogliere e

distribuire royalties, al minor costo possibile. Guida pratica su compensi, pagamenti e differenze reali.

Soundreef o SIAE: da dove partire per scegliere

Per un artista, autore o editore, la scelta tra Soundreef e SIAE viene spesso semplificata in una domanda molto diretta: “quale mi conviene scegliere?”.

La risposta, però, non dipende soltanto dal costo di iscrizione. Scegliere a chi affidare la gestione dei propri diritti significa decidere:

  • quale sistema ha accordi migliori con gli utilizzatori come le grandi piattaforme digitali;
  • come verranno raccolti i compensi;
  • quanto il sistema riuscirà a intercettare gli utilizzi delle opere, online e offline, in Italia e nel mondo;
  • con quale continuità verranno distribuite le royalties;
  • quanto valore tornerà concretamente nel tempo e con che commissioni.

Non è quindi solo una scelta tra costi di iscrizione o servizi e strumenti digitali. È una scelta che può incidere direttamente sui guadagni generati dalla propria musica nel medio-lungo periodo.

Per questo motivo, confrontare Soundreef e SIAE significa guardare con attenzione a:

  • costi iniziali;
  • trattenute (le commissioni nel pagamento delle royalties)
  • capacità di negoziare accordi;
  • capacità di raccolta;
  • rete nazionale e internazionale;
  • frequenza dei pagamenti;
  • strumenti di monitoraggio e tracciamento.

Come funzionano i compensi per chi crea musica

Il funzionamento del diritto d’autore, in realtà, è più semplice di quanto sembri. Quando una canzone viene utilizzata:

  • in radio o in TV;
  • in streaming;
  • in un locale;
  • durante un live;
  • in un evento pubblico o privato;

si genera un compenso economico legato all’utilizzo dell’opera.

Le collecting si occupano di:

  1. raccogliere questi compensi dagli utilizzatori attraverso le licenze;
  2. identificare correttamente gli utilizzi delle opere;
  3. redistribuire le royalties agli aventi diritto.

Il punto centrale, quindi, non è soltanto “quanto mi costa l’iscrizione”, ma soprattutto:

quanto il sistema riesce davvero a raccogliere e attribuire correttamente, e quanto valore

viene trasferito e quanto viene trattenuto.

Al tal proposito qui di seguito una tabella esplicativa di alcune delle principali commissioni per tipologia di utilizzo di Soundreef e SIAE:

Tipologia utilizzo SIAE Soundreef
Live / esecuzioni pubbliche 5% (concerti > 20k posti)

⁠6% (concerti 10-20k posti)

⁠9% (concerti 5-10k posti)

20,8% (altro)

25% (quota fissa)
Radio / TV (broadcast) 11,5% 19%
Streaming / digitale 8% 19%
Estero (raccolta indiretta) 3% 5%
Copia privata 3% 10%

Soundreef e SIAE: cosa cambia per artisti, autori ed editori

Soundreef e SIAE svolgono entrambe attività di gestione dei diritti d’autore musicali, ma operano con modelli differenti.

SIAE gestisce il repertorio degli autori ed editori che le affidano mandato, con una copertura molto ampia del repertorio nazionale e internazionale grazie agli accordi con società estere. Secondo il Global Collections Report di CISAC, SIAE è la sesta collecting al mondo per volumi di raccolta e opera attraverso accordi internazionali in 199 paesi e territori.

Anche Soundreef gestisce il repertorio degli artisti e degli aventi diritto che scelgono di affidarle la gestione delle proprie opere.

In termini di numeri inoltre va precisato che SIAE rappresenta, secondo le stime AGCOM relative al 2024, il 99,2% del repertorio musicale utilizzato in Italia, mentre Soundreef rappresenta circa lo 0,8%.

Per chi crea musica, questa differenza incide soprattutto su:

  • capacità di negoziazione con organizzatori di eventi, operatori di business, piattaforme digitali e broadcaster radio e TV: maggiore è il repertorio rappresentato, maggiore è la forza negoziale;
  • capacità di raccolta;
  • copertura degli utilizzi;
  • diffusione del repertorio;
  • continuità delle royalties nel tempo.

Dal punto di vista dell’autore o dell’editore, quindi, il tema centrale è comprendere quale collecting possa garantire la raccolta e la distribuzione più efficace rispetto al percorso artistico che si vuole costruire.

Meglio SIAE o Soundreef per artisti emergenti?

È probabilmente una delle domande più cercata tra chi inizia a pubblicare musica, fare live o distribuire i propri brani online.

La percezione diffusa è che Soundreef sia automaticamente più conveniente per chi inizia, soprattutto perché non prevede costi di iscrizione. Ma la realtà è più articolata.

Oggi anche SIAE prevede:

  • iscrizione gratuita per gli Under 30 e per le start-up editoriali;
  • iniziative dedicate ai nuovi autori;
  • strumenti digitali per depositare e monitorare le opere e le royalties;
  • sistemi di tracciamento analitici e basati su algoritmi;
  • servizi online completamente digitalizzati.

Per questo motivo, non esiste una risposta valida per tutti gli emergenti. Molto dipende dal tipo di percorso artistico.

Se fai molti live e piccoli eventi

Per chi costruisce il proprio percorso attraverso live frequenti, piccoli eventi e circuiti locali, la diffusione capillare del sistema e la semplicità gestionale per gli organizzatori possono

incidere concretamente sulla frequenza con cui i brani vengono dichiarati e quindi

remunerati. Nella pratica, molti locali e organizzatori utilizzano soprattutto il sistema SIAE, sia per diffusione capillare sia per abitudine operativa. Questo può rendere più semplice la gestione degli eventi e favorire una dichiarazione più continuativa dei brani suonati, soprattutto nei contesti live più piccoli o meno strutturati.

Se lavori soprattutto con musica registrata e distribuzione digitale

Chi lavora prevalentemente online, su streaming o diffusione digitale, può invece valutare altri aspetti:

  • quale collecting ha accordi migliori con le piattaforme digitali;
  • Il sistema di tracciamento degli utilizzi più efficace;
  • I costi di trattenuta sulle royalties online.

Soundreef è davvero più economica?

Molti artisti associano Soundreef all’idea di maggiore convenienza economica. Questo succede soprattutto perché:

  • non ha costi iniziali di iscrizione;
  • viene percepita come più semplice e immediata. Ma il costo di ingresso è solo una parte della valutazione. Nel tempo entrano infatti in gioco fattori come:
  • trattenute sulle royalties;
  • volume complessivo raccolto;
  • frequenza dei pagamenti;
  • capacità di intercettare gli utilizzi.

Il confronto reale, quindi, non è: “chi costa meno all’inizio?”. Ma: “quanto valore riesco a generare e ricevere nel tempo?”. È proprio qui che il medio-lungo periodo cambia la prospettiva.

Va inoltre considerato che il modello di Soundreef prevede commissioni generalmente più elevate rispetto a SIAE, come riportato nel dettaglio nel recente articolo della testata Oubliette Magazine. Le percentuali applicate dalla collecting, indicate nell’Accordo per la gestione dei diritti di Soundreef Ltd., si attestano intorno al 19% per gli utilizzi online e

possono arrivare fino al 25% per alcune tipologie di diritti, come le esecuzioni live, con valori intermedi per altre categorie di utilizzo. Le commissioni di SIAE sull’online sono invece all’8%.

Questo significa che il confronto economico non riguarda soltanto i costi iniziali di accesso, ma anche l’equilibrio tra semplicità di ingresso, capacità di raccolta e trattenute applicate nel tempo.

Commissioni e guadagni: cosa conta davvero nel tempo

Quando si confrontano Soundreef e SIAE, oltre alla percentuale trattenuta, occorre anche prestare attenzione a un altro aspetto: il valore assoluto distribuito. In altre parole: una trattenuta più bassa non significa automaticamente guadagni più alti.

Conta infatti anche:

  • quanto il sistema riesce a negoziare con gli utilizzatori come operatori professionali, broadcaster Radio e TV e con le piattaforme digitali accordi favorevoli per gli autori e gli editori;
  • quanti utilizzi vengono intercettati;
  • quanto è efficace il tracciamento delle opere;
  • quanto è estesa la rete di raccolta, in Italia e all’estero.

Per questo motivo, la convenienza reale non si misura soltanto sulla percentuale, ma sul rapporto tra raccolto totale, trattenute e royalties effettivamente distribuite.

Chi paga di più? Come valutare davvero i compensi

La domanda “chi paga di più?” non ha una risposta unica valida per tutti. Dipende infatti da:

  • tipo di carriera;
  • modalità di utilizzo della musica;
  • presenza live;
  • diffusione internazionale;
  • utilizzi digitali;
  • repertorio.

Per questo motivo, il confronto corretto non dovrebbe fermarsi a “quanto trattengono?” ma includere anche le seguenti domande:

  • “quanto riescono a raccogliere?”
  • “quanto riescono a tracciare?”
  • “con quale continuità distribuiscono?”

Il punto decisivo: quanto riesci davvero a raccogliere

Questo è probabilmente l’aspetto più importante nel lungo periodo. La capacità di generare royalties dipende infatti da:

  • capacità di stringere accordi con chi usa la musica, con i broadcaster e le piattaforme digitali, per ottenere un valore sempre più alto;
  • numero di utilizzazioni intercettate;
  • capacità di monitoraggio;
  • copertura del repertorio;
  • rete nazionale e internazionale;
  • strumenti di rilevazione e attribuzione.

Su questo fronte SIAE utilizza da anni strumenti tecnologici già ampiamente operativi, rodati e utilizzati su larga scala nella gestione del diritto d’autore:

  • sistemi di fingerprinting audio/video;
  • monitoraggio analitico;
  • borderò digitali;
  • algoritmi di controllo;
  • strumenti di rilevazione come TuneX.

Inoltre, da ottobre 2025, SIAE paga le royalties ogni 90 giorni.

La differenza, per un autore o editore, non riguarda soltanto la tecnologia in sé, ma la capacità concreta di trasformare gli utilizzi delle opere in compensi effettivamente distribuiti.

Soundreef o SIAE: qual è più semplice da gestire oggi

Per anni Soundreef è stata spesso percepita come l’alternativa più semplice e digitale rispetto a SIAE. Oggi però il confronto è cambiato molto. SIAE dispone già di un ecosistema digitale ampio per la gestione di licenze, permessi, borderò e servizi online e app per il deposito delle opere e il monitoraggio delle royalties, e continua a investire nell’evoluzione tecnologica dei propri strumenti e processi.

Negli ultimi anni la digitalizzazione dei servizi ha portato all’introduzione di:

  • portali online;
  • pagamenti digitali;
  • gestione online dei permessi;
  • app dedicate;
  • strumenti digitali per monitoraggio e tracciamento;
  • assistenza digitale tramite chatbot AI EVA.

Servizi come SIAE+, mioBorderò, MusicCGo e Feste Private hanno reso molte operazioni gestibili online in pochi passaggi.

Frequenza royalties e tracciamento utilizzi: quale conviene di più?

Anche sul tema dell’innovazione e della velocità dei pagamenti, la percezione diffusa spesso non coincide più con la realtà attuale. Oggi SIAE distribuisce royalties musicali ogni 90 giorni grazie a sistemi di rilevazione e gestione sempre più analitici.

Allo stesso tempo, gli strumenti digitali introdotti permettono agli iscritti di:

  • depositare i brani digitalmente anche da smartphone;
  • monitorare le performance dei brani;
  • visualizzare gli utilizzi;
  • controllare i pagamenti;
  • seguire la diffusione delle opere anche online.

Per un autore o editore, questo significa avere maggiore visibilità su:

  • dove viene utilizzata la musica;
  • quali utilizzi stanno generando compensi;
  • come si muovono le royalties nel tempo.

Modello e obiettivi: perché influiscono sui compensi

Quando si confrontano Soundreef e SIAE, spesso ci si concentra solo sugli aspetti più immediati come l’iscrizione, i costi e le commissioni. Ma anche il modello organizzativo incide sul funzionamento complessivo del sistema.

SIAE, infatti, opera come ente senza scopo di lucro: questo significa che il suo obiettivo non è generare margine per azionisti o investitori, ma massimizzare nel tempo la capacità di raccolta e distribuzione dei compensi verso autori ed editori.

In quest’ottica, gli investimenti in tecnologia, monitoraggio e strumenti di tracciamento non rappresentano soltanto un vantaggio operativo, ma fanno parte di un percorso continuo di

efficientamento del sistema, orientato a ridurre progressivamente la distanza tra quanto viene raccolto e quanto viene effettivamente distribuito ai titolari dei diritti.

Per questo motivo, quando si valutano compensi e convenienza, è importante considerare non solo la percentuale trattenuta, ma anche:

  • capacità di negoziazione;
  • capacità di raccolta;
  • efficienza nella distribuzione;
  • investimenti in monitoraggio e tecnologia;
  • capacità di redistribuire il valore generato dalle opere.

Il punto centrale, nel lungo periodo, è quanto valore economico riesce effettivamente a tornare ad autori ed editori.

In sintesi: Soundreef o SIAE, cosa conviene davvero

Nel breve periodo, molti artisti guardano soprattutto a:

  • costi iniziali;
  • semplicità di accesso;
  • rapidità di iscrizione.

Nel medio-lungo periodo, però, entrano in gioco fattori più profondi:

  • capacità di negoziare valore con gli organizzatori, gli operatori, i broadcaster e le piattaforme;
  • capacità di raccolta;
  • continuità delle royalties;
  • copertura del repertorio;
  • tracciamento degli utilizzi;
  • valore delle royalties al netto delle trattenute.

Per questo motivo, la scelta più solida non è necessariamente quella con il costo iniziale più basso, ma quella che riesce a:

  • intercettare più utilizzazioni, in Italia e nel mondo, online e offline;
  • trasformarle in royalties;
  • garantire continuità nella distribuzione del valore nel tempo.

Per chi crea musica, la vera domanda non è soltanto “quanto pago?”, ma soprattutto: “quanto il sistema riesce davvero a restituirmi?”.

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