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Borgosesia: parcheggia nel posto dei disabili e poi straccia la multa

La segnalazione di Luigi Dimino: perché gli stalli riservati non sono un privilegio, ma una necessità.

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Un automobilista ha parcheggiato nell’area riservata ai disabili a Borgosesia, è stato multato dai vigili e, quando è tornato all’auto, ha gettato la sanzione a terra. La scena è avvenuta sotto gli occhi di Luigi Dimino, tetraplegico a causa di una malattia, che stava arrivando con la propria auto attrezzata.

Dimino ha visto l’uomo liberarsi della multa e ha raccolto il foglio da terra. «Leggo la sanzione: oltre 300 euro», racconta. Un gesto che lo ha colpito non solo per la violazione del codice della strada, ma anche per il disinteresse verso chi di quei parcheggi ha davvero bisogno ogni giorno.

«Non sono i tuoi cinque minuti»

A quell’automobilista Dimino avrebbe voluto dire poche cose, molto semplici. «Non hai ragione. Non si tratta dei tuoi cinque minuti: se è vietato, è vietato». Poi un altro richiamo, legato al rispetto degli spazi comuni: «Non si getta nulla a terra, al massimo la si raccoglie».

Il suo messaggio entra anche nel merito della sanzione. Se l’automobilista avesse letto il verbale, avrebbe scoperto la possibilità di pagare in misura ridotta entro cinque giorni. Inoltre, oltre alla multa, la violazione comporta anche la perdita di punti dalla patente.

Perché quegli stalli servono davvero

Dimino prova allora a spiegare ciò che spesso viene ignorato. «I parcheggi per persone con disabilità non sono semplicemente posti più comodi o più vicini agli ingressi. Sono spazi progettati per permettere a chi usa una carrozzina di scendere dall’auto senza restare bloccato».

Il punto centrale è la larghezza laterale dello stallo. «Se mi parcheggia a fianco un’altra auto, come faccio ad aprire la portiera e fare passare la mia sedia a rotelle?», osserva Dimino. Una domanda semplice, che mostra quanto possa essere grave anche una sosta considerata “solo per pochi minuti”.

Le auto attrezzate e le difficoltà quotidiane

Dimino ricorda anche un altro aspetto: alcune persone con disabilità guidano direttamente la propria auto, non sono soltanto trasportate. Le vetture sono modificate e non possono essere spostate o manovrate facilmente da altri, nemmeno chiedendo aiuto a chi passa.

La vicenda di Borgosesia diventa così un richiamo al rispetto. Occupare un parcheggio per disabili senza averne diritto non è una piccola furbizia, ma un gesto che può impedire a una persona di muoversi, entrare in un ufficio, fare una commissione o semplicemente scendere dall’auto.

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