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CronacaNovarese

Borgomanero nella stretta anti-raggiri: cinque fermati in poche ore

Blitz dei militari tra Novara, Lumellogno e Arona contro le truffe dei finti carabinieri: recuperati gioielli e fermati gli incaricati al ritiro.

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Cinque persone sono finite in manette in poche ore, tra Borgomanero e altri centri della provincia di Novara, nel corso di una serie di interventi contro le truffe del falso carabiniere. L’ultimo episodio segnalato è avvenuto proprio a Borgomanero, dove i militari sono intervenuti dopo un raggiro ai danni di un’anziana, inserendo anche la città in una giornata di controlli serrati.

Il quadro complessivo racconta di un’offensiva capillare che ha toccato anche Novara, la frazione Lumellogno e Arona. Nel mirino dei truffatori finiscono soprattutto gli anziani, raggiunti al telefono con racconti allarmanti e richieste pressanti di consegnare gioielli e denaro. Una modalità ormai tristemente nota, che continua però a fare leva sulla paura e sulla confusione delle vittime.

La tecnica del finto carabiniere e il caso di Lumellogno

Lo schema, anche in questa occasione, sarebbe stato quasi sempre lo stesso: una telefonata in cui il malvivente si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e sostiene che beni preziosi custoditi in casa debbano essere controllati. Le vittime vengono spinte a credere di essere coinvolte in un’indagine, magari per un’auto risultata collegata a una rapina o ad altri fatti criminali.

A Lumellogno i carabinieri hanno arrestato per estorsione un uomo di 44 anni, residente nel Milanese. Secondo la ricostruzione, aveva convinto una pensionata di 76 anni a raccogliere i gioielli presenti in casa. Il suo comportamento ha però insospettito una pattuglia, che lo ha notato aggirarsi con prudenza sotto un condominio, per poi entrare e uscire con una borsa. Al controllo aveva con sé 328 grammi di monili.
LEGGI ANCHE: Finto carabiniere porta via oro e soldi a un anziano: arrestato

Arona, la vittima capisce il pericolo e chiama il 112

Poche ore prima, ad Arona, i militari avevano fermato un uomo di 47 anni e una donna di 26, arrivati dalla provincia di Catania. Anche in quel caso il copione sarebbe stato identico: telefonata a una donna di 73 anni, qualificandosi come un ufficiale dell’Arma e sostenendo la necessità di verificare alcuni beni. La prontezza della vittima ha evitato il peggio, perché la donna ha iniziato a dubitare del racconto ricevuto.

Dopo aver rifiutato la consegna, la pensionata ha chiamato il 112 e ha consentito ai carabinieri di intervenire in tempi rapidi. I due sono stati bloccati al termine di un breve inseguimento mentre viaggiavano su una Citroen C4. L’auto ha attirato ulteriori attenzioni investigative, anche perché risultava già associata, nelle banche dati, a persone ritenute vicine ad attività delittuose.

Borgomanero, un segnale d’allarme per tutto il territorio

A rendere ancora più pesante il bilancio della giornata è stato l’episodio avvenuto a Borgomanero, dove è stato eseguito l’ultimo arresto della stessa serie. I dettagli del singolo intervento sono ancora limitati, ma il dato che emerge con forza è un altro: Borgomanero entra a pieno titolo nella mappa dei raggiri, segno che nessuna zona del Novarese può considerarsi davvero al riparo da questi tentativi.

L’impressione è che i gruppi specializzati in questo tipo di colpi si muovano rapidamente da un comune all’altro, sfruttando taxi, mezzi pubblici o auto già nella loro disponibilità. Per questo la tempestività delle segnalazioni diventa decisiva. Quando una potenziale vittima si insospettisce e chiama subito il numero di emergenza, le possibilità di bloccare i responsabili aumentano sensibilmente.

Un fenomeno che colpisce gli anziani e chiede attenzione

Questi episodi confermano quanto il raggiro del falso carabiniere resti insidioso, soprattutto per le persone più fragili. Chi telefona punta a creare agitazione, fretta e timore di conseguenze legali, così da impedire riflessioni lucide. La leva psicologica è sempre quella della paura, usata per spingere la vittima a fidarsi e a consegnare spontaneamente denaro o preziosi.

Proprio per questo resta fondamentale ricordare una regola semplice: nessun vero appartenente alle forze dell’ordine chiede di consegnare gioielli o soldi per presunti controlli. Davanti a una richiesta del genere bisogna interrompere il contatto e avvisare immediatamente il 112. La giornata di arresti nel Novarese, con Borgomanero in evidenza, dimostra che la prevenzione passa anche dall’attenzione dei cittadini.

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