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Dopo l’incidente, Luca Arata è tornato a correre dietro al pallone

Il giovane di Carpignano è componente della Nazionale amputati. E ora ha ricevuto una benemerenza dal sindaco Christian Massara per il suo percorso sportivo e umano.

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A Carpignano Sesia il sindaco Christian Massara ha consegnato una benemerenza a Luca Arata, che gioca nel Vicenza ed è componente della nazionale calcio amputati. Un riconoscimento al suo percorso sportivo e umano, segnato da una ripartenza dopo un grave incidente. «Sono veramente onorato, non me l’aspettavo», ha detto Arata, ringraziando il sindaco e la giunta. Un gesto che ha riconosciuto la sua determinazione.

Nel 2015, in seguito a un incidente, Arata perse metà della gamba sinistra. Prima giocava a calcio; al risveglio in ospedale pensò che non avrebbe più potuto correre dietro a un pallone. Oggi, invece, è tornato in campo e dice di essere felice. La sua storia richiama le parole attribuite a Goethe: «La maggior gloria nella vita non è non cadere mai, ma rialzarsi ogni volta che si cade». Il calcio è tornato a far parte della sua vita.

Allenamenti, lavoro e Nazionale

Arata lavora su turni, alternando settimane dalle 5 alle 14 ad altre dalle 14 alle 22.30. Si allena ogni giorno su un campo vicino a casa seguendo i programmi degli allenatori; a fine settimana alterni raggiunge Vicenza per sostenere quattro allenamenti. La domenica sera rientra e il lunedì torna al lavoro. Un ritmo intenso che affronta con passione, senza considerarlo un peso.

Per Arata, il passaggio del calcio amputati alla Figc è un passo importante: in altri Paesi, racconta, questa attività è considerata un lavoro. Lui continua a conciliare allenamenti e impegni professionali, con l’obiettivo di migliorare e contribuire alla nazionale. E ai ragazzi e alle ragazze rivolge un invito semplice: «Bisogna svegliarsi al mattino e ritenersi fortunati per quello che si ha. Invito tutti a vivere con il sorriso». Un messaggio di gratitudine che accompagna il suo esempio.

Un libro e nuove sfide

La voglia di raccontare il proprio percorso ha portato Arata a realizzare un libro insieme a un professore, concluso nel 2022. Finora non è stata trovata una casa editrice, ma ora, spiega, ci sono novità e potrebbe arrivare la pubblicazione. Il progetto vuole condividere un’esperienza personale e offrire uno spunto a chi affronta momenti difficili. La sua storia potrebbe presto raggiungere nuovi lettori.

Nel frattempo, Arata ha allargato i propri orizzonti anche fuori dal calcio: a fine agosto ha iniziato a praticare surf e durante l’inverno si è avvicinato allo snowboard. Il riconoscimento ricevuto a Carpignano Sesia celebra così non soltanto i risultati sportivi, ma la scelta di continuare a mettersi alla prova. La sua energia trasmette un messaggio positivo, fatto di impegno, fiducia e voglia di vivere.

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