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Borgosesia, 190 chili di rame rubato: fuga e arresto nella zona delle ex cave

Due uomini di Gattinara fermati dopo un inseguimento. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto l’obbligo di presentazione quotidiana.

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Due uomini residenti a Gattinara sono stati arrestati nei giorni scorsi a Borgosesia, nella zona delle ex cave di regione Torame, con l’accusa di aver rubato 190 chili di cavi di rame. A intervenire sono stati i carabinieri forestali del nucleo di Varallo, con il supporto di una pattuglia della radiomobile di Borgosesia.

I militari hanno notato un veicolo che si allontanava nei pressi di un capannone dismesso. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il conducente non si è fermato all’alt e ne è nato un inseguimento. La vettura è stata poi bloccata e i due occupanti arrestati. Durante l’operazione sono stati sequestrati il materiale trovato a bordo e gli strumenti ritenuti utilizzati per il furto.

La decisione del giudice

Venerdì i due sono comparsi davanti al Tribunale di Vercelli per il giudizio con rito direttissimo. Il giudice ha convalidato gli arresti, disponendo la loro liberazione e applicando a entrambi l’obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria. Dovranno quindi recarsi alla stazione dei carabinieri di Gattinara, competente per territorio.

La refurtiva comprendeva materiale ferroso, soprattutto fili di rame. Secondo quanto riferito dai carabinieri forestali, la vendita clandestina avrebbe potuto fruttare diverse migliaia di euro. Il procedimento è ancora in una fase preliminare: la convalida dell’arresto riguarda la legittimità dell’intervento dei militari e non costituisce una dichiarazione di colpevolezza.
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Perché il rame è preso di mira

Il comandante del Gruppo carabinieri forestale di Biella richiama l’attenzione sui furti del cosiddetto «oro rosso». Il rame è ricercato per il suo valore commerciale e i furti possono colpire imprese dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, oltre ad aziende che producono o impiegano componenti realizzati con questo metallo.

Tra i luoghi presi di mira figurano anche cantieri, edifici dismessi, chiese e cimiteri, dai quali possono essere sottratti grondaie, coperture e altri manufatti. Per i due indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Saranno gli ulteriori accertamenti e il corso del procedimento a stabilire le loro responsabilità.

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