CronacaNovarese
Imprenditore finito nella rete degli usurai: interessi del 35 per cento
Coinvolti anche due commercialisti, accusati di favorire gli strozzini.
Imprenditore finito nella rete degli usurai: interessi del 35 per cento. Coinvolti anche due commercialisti, accusati di favorire gli strozzini.
Imprenditore finito nella rete degli usurai: interessi del 35 per cento
Si è chiusa l’indagine che ha portato alla luce un sistema di usura aggravata ai danni di un imprenditore dell’Alto Novarese, messo in atto con la complicità di due commercialisti di Gallarate e di un imprenditore che avrebbe concesso il prestito a tassi fuori legge.
L’attività investigativa ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei soggetti coinvolti. L’inchiesta era già sfociata, nell’aprile 2025, in un sequestro preventivo di circa 110mila euro, ritenuti profitto dell’attività usuraria, oltre a 15 mila euro legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
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Un giro di fatture false
Secondo quanto emerso, i due commercialisti gallaratesi avrebbero agevolato l’attività di usura ai danni dell’imprenditore novarese, anche attraverso un articolato sistema di fatturazioni fittizie.
L’imprenditore avrebbe invece materialmente concesso il finanziamento a condizioni ritenute fortemente vessatorie. L’avviso è stato notificato anche alla vittima dell’usura, per l’utilizzo in contabilità delle fatture relative a operazioni inesistenti.
Un’impresa con l’acqua alla gola
Le indagini hanno ricostruito il contesto in cui si è sviluppata la vicenda. L’imprenditore novarese, amministratore di una società in grave difficoltà finanziaria e impossibilitato a ottenere nuovi prestiti dal sistema bancario, si era rivolto al proprio commercialista di fiducia per reperire liquidità. Quest’ultimo lo avrebbe messo in contatto con un proprio cliente, disponibile a concedere un finanziamento.
Il prestito, pari a 300mila euro, sarebbe stato formalizzato attraverso un contratto contenente clausole particolarmente onerose, tra cui un tasso di interesse superiore al 35 per cento, la voltura del leasing del capannone industriale a garanzia dell’operazione e l’accesso diretto alla contabilità aziendale.
Interessi stratosferici
A fronte della somma iniziale, sarebbero stati richiesti oltre 420mila euro di interessi, di cui 220mila eccedenti la soglia legale, configurando così il reato di usura. I versamenti, secondo gli investigatori, venivano occultati tramite fatture per consulenze mai effettuate, con conseguenti indebiti vantaggi fiscali.
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