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Nubifragio nel Novarese, i sindaci uniti: «Servono aiuti concreti»

Il presidente della Provincia Marco Caccia in visita nelle aree devastate. In ginocchio i vigneti. Domani confronto con la Regione per definire gli interventi.

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Servono aiuti. Gli amministratori del territorio si sono ritrovati oggi, domenica 9 agosto, nelle zone maggiormente colpite dal violento nubifragio di venerdì 7 agosto per avviare un’azione comune dopo i gravissimi danni provocati a coltivazioni, vigneti ed edifici. A guidare i sopralluoghi è stato il presidente della Provincia Marco Caccia.

In rappresentanza della Provincia erano presenti anche Giuseppe Maio e Lido Beltrame. L’obiettivo è mettere insieme Comuni, enti e produttori per arrivare a una valutazione complessiva dei danni e presentarsi compatti di fronte alla Regione. La Provincia ha già assicurato la disponibilità dei propri uffici per affiancare il territorio nelle procedure necessarie.

Il ritrovo alla Farese, simbolo del disastro

Punto di ritrovo della mattinata è stato l’Albergo Ristorante Farese di Fara Novarese. Proprio la struttura, il cui tetto era stato completamente divelto dalle raffiche e scaraventato sulla strada venerdì pomeriggio, è diventata una delle immagini simbolo della violenza con cui il temporale si è abbattuto sul Novarese.

Da Fara sono partiti i sopralluoghi che hanno permesso agli amministratori di verificare direttamente la situazione. Il quadro più preoccupante riguarda il settore agricolo, dove in alcune aree intere coltivazioni sono state distrutte dalla grandine e dal vento nel giro di pochi minuti.

Vigneti e coltivazioni, danni gravissimi

Le verifiche hanno confermato una fascia particolarmente colpita che comprende Briona, Fara Novarese, Sizzano, Ghemme, Carpignano Sesia, Barengo e Sillavengo. La situazione più difficile riguarda numerosi vigneti, ma danni consistenti vengono segnalati anche per mais, ortaggi e altre colture.

Tra Fara e Sizzano, in particolare, la grandine ha distrutto grappoli e foglie e in diversi casi ha danneggiato gli stessi filari. Per alcune aziende vitivinicole le conseguenze non si limiteranno quindi alla vendemmia 2026, ormai compromessa, ma potrebbero ripercuotersi sulla capacità produttiva delle piante anche nelle prossime stagioni.

Provincia e Comuni: serve un’azione comune

Il messaggio emerso dalla giornata è quello di evitare che ogni Comune o singola azienda proceda autonomamente. La strada individuata è quella di costruire un quadro unitario e documentato della calamità, raccogliendo fotografie, segnalazioni e prime valutazioni economiche dei danni.

La Provincia si è detta pronta a sostenere questa azione mettendo a disposizione i propri uffici e affiancando gli amministratori locali. I sopralluoghi di domenica sono stati documentati proprio per fornire elementi concreti nella successiva interlocuzione con la Regione e individuare quali strumenti possano essere attivati a sostegno delle aziende.

Sizzano convoca un tavolo tecnico

Un ulteriore passo arriverà da Sizzano. Il sindaco Celsino Ponti ha convocato un tavolo tecnico per analizzare nel dettaglio la situazione, mettere insieme i dati provenienti dalle diverse aree e coordinare le iniziative da intraprendere dopo il nubifragio.

L’obiettivo è arrivare rapidamente a una quantificazione il più possibile precisa dei danni, condizione indispensabile per avanzare richieste agli enti superiori e verificare la possibilità di ottenere forme di sostegno per gli agricoltori e le aziende maggiormente penalizzate.

Domani il confronto con la Regione

Il primo appuntamento importante è già fissato. Domani, lunedì 10 agosto, è prevista una videocall con l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni, al quale sarà presentato il quadro emerso dalle ricognizioni effettuate durante il fine settimana.

Dopo l’emergenza di venerdì e la conta dei danni di sabato, si apre dunque una nuova fase. Comuni e Provincia puntano a presentarsi uniti alla Regione, con l’obiettivo di trasformare rapidamente le verifiche effettuate sul territorio in iniziative concrete per sostenere agricoltori e produttori che in pochi minuti hanno visto compromesso il lavoro di un’intera stagione.

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